Gli errori di stampa …non dovrebbero succedere e abbiamo provato in tutti i modi ad evitarli, ma su 700 pagine su due libri, è semplicemente impossibile eliminarli tutti prima della stampa.

Se trovassi degli errori (mi dispiace!), sentiti libero/a di segnalarli nei commenti in questa pagina!

Più giù ci sono gli errori scoperti finora (per fortuna tutti di poco conto!), che ho via via corretto, aggiornando i file nelle date riportate: un elenco ti riguarda quindi solo se hai comprato un libro prima della data riportata.

Qui sotto indico gli errori importanti e le correzioni fatte, errori come “nella tabelle” (per carità segnalameli e li correggerò, ma uno capisce perfettamente da solo cosa si intende e quindi non li inserisco nell’elenco).

Le correzioni qui sotto interessano solo chi ha comprato un libro DOPO il 25 Luglio 2023!

Elenco parziale

Libro di grammatica

  • Pagina 206, elenco a centro pagina, secondo punto, です・だ desu/da → じゃない ookikunai (janai). Quest’errore resta solo in Nihongo 1, perché Amazon non mi lascia aggiornare il file. Caricherò un file corretto quando/se l’assistenza troverà una soluzione.

Corso

  • Pagina 158, frase 8, furuku natta desu ne dovrebbe essere furuku narimashita ne
  • Pagina 314, soluzioni par. 54, es. frase 5, c’è wo invece di wa: Chizu (wa), irimasu ka. “Chizu ga irimasu ka” è ok, ma suona come “Ti serve la/una mappa?”, non è “La/Una mappa… ti serve?”
  • Pagina 322, soluzioni par. 80, es. 2, frase 1, c’è “un uomo” invece di “una donna”
  • Pagina 323, soluzioni par. 84, es. 1, frase 15 nella domanda manca “a casa” e manca del tutto la risposta: “Studiano/Studieranno pagina 25 ed il numero 1 di pagina 26.”; frase 21: è “2 mandarini”, non “2 mele”
  • Pagina 324, soluzioni par. 84, es. 2, frase 3, manca la risposta: “Shiro to kuro desu.”
  • Pagina 325, soluzioni par. 88, es. 2, frase 6, nella traduzione manca “in frigo”.

Nota infine che alcuni esercizi da ita a jp sono richiesti in FP ma le soluzioni sono in FC o viceversa: 049, fr. 17 e 19; 063 fr. 11 e 17; 069 fr. 4; 077 fr. 13 e 33.

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Elenco parziale

Corso

  • Pagina 123, eiga ni ikanai è tradotto “vieni al mare?” invece di “vieni al cinema?”
  • Pagina 122, esempio in grande: il furigana sopra Ikimasen è み invece di い
  • Pagina 206, sotto lo spazio bianco (SOLO in Nihongo 1) è rimasta una frase riferita alle vignette di “imparare il giapponese davvero 1”, basta ignorarla
  • Pagina 224, titolo sezione di teoria “…Ci sono delle realtive strane?” (la parola era interrotta)
  • Pagina 320, soluzioni par. 76, es. 1, frase 5 manca la soluzione: “In che tipo di posto vuoi andare?” “Va bene/vorrei (un posto) vicino al mare.”

Grammatica

  • Pagina 206, elenco a centro pagina, secondo punto, です・だ desu/da → じゃない ookikunai (janai).

Se hai comprato la serie “Nihongo”, puoi fermarti qui, il resto non ti interessa. Se hai preso “Imparare il giapponese davvero”, abbastanza tempo fa, prosegui.

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Elenco parziale

Corso

  • Pagina 142, fr. 15, modificata: (E) La donna chiese: “Perché non cammini con me fino alla stazione?” (FP). Soluzione p.316: 15. Onna no hito/Josei wa “Eki made watashi to (issho ni) arukanai?” to kiita. (Se il discorso citato fosse in FC, dovremmo terminare la frase riportata con “arukimasen ka”)
  • Pagina 142, fr. 26 modificata: “Tè o caffè… Cosa vi va?” “Io il caffè.” “Io il tè.” (eccetera). Soluzione p.316: 26. “Ocha ka koohii, nani ga ii?” “Watashi wa koohii ga ii.” “Watashi wa ocha (ga ii).”

Grammatica

  • Pagina 121, esempio 266 Vado a studiare in Giappone → Sono venuto a studiare in Giappone
  • Pagina 121, esempio 267 (1) Nota vicino ai kanji: NB Qui non potremmo avere “Nani ni kimashita?” !
    (2) Traduzione frase: Sei venuto a fare che cosa in Giappone?/Sei venuto in Giappone a fare che cosa?
  • Pagina 148, esempi 355 e 356, il か a fine frase è di troppo
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Elenco parziale

Corso

  • Pagina 232, 1° esempio, riquadro al centro, c’era scritto から nagara → (correzione) ながら nagara
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Parte introduttiva (uguale per i due libri)

Pagina XXXI prima riga: il furigana やま non compare esattamente sopra 山

Libro di grammatica

Nessuno per il momento

Corso

Gli errori principali sono in neretto, solo due però sono importanti a mio parere, perché è difficile accorgersene (sono quelli sottolineati a fine elenco).

  • いや iya, come deformazione colloquiale di いえ, no, è spiegato nella grammatica e nelle appendici al corso ma non nel corso, quindi l’ho rimosso da un paio di esempi in cui era finito.
  • Pagina 6, 1° es.: nel roomaji manca la risposta “Hai, Nakaguchi desu”
  • Pagina 9, esempio: nel romaji c’è ie ma nel jp c’è いいえ
  • Pagina 12, titoletto della sezione di grammatica: Come dire “questo” e “quello” se sono seguiti da un nome (es. questo gatto)?
  • Pagina 13, l’es. sotto ha la traduzione di un’altra frase:
    「この子 ですか。」「いえ、あの子 です。」
    “Questo bambino?” “No, quel bambino.” ← Traduzione corretta
    “Kono ko desu ka.” “ie, ano ko desu.”
  • Pagina 24, nella tabella vocaboli: cusine al posto del corretto cuisine
  • Pagina 45, ultimo es.: Solo in it. c’era (quest’), in jp e roomaji manca (この) (kono) prima di natsu (non essenziale alla frase)
  • Pagina 75, 1° esercizio, frase 4: nel roomaji manca sukaato (presente in giapponese)
  • Pagina 122, ultimo es.: (insieme) a me → (insieme a me)
  • Pagina 153, ultimo es.: すごかったです。L’assenza di です non è un errore nel parlato, poiché è possibile mischiare FP e FC nel parlato in certi casi, ma non è un discorso da affrontare ora.
  • Pagina 153, 1° esercizio, frase 9: 切ましょうか, mancava り ri
  • Pagina 154, 2° esempio: できませんした。al posto di できませんした。
  • Pagina 157, 1° esempio: さとうさんさん (un -san di troppo!)
  • Pagina 157, 1° esercizio, frase 3: kesa kara totemo → kesa wa sugoku
  • Pagina 173, 1° esercizio, frase 3: il furigana di 40 e 60 è in effetti よんじゅっ e ろくじゅっ (per la presenza di peeji)
  • Pagina 225, 1° esercizio, frase 3: il furigana di 好き è す non こ

78 thoughts on “Errata corrige Imparare il Giapponese Davvero – livello N5

  1. Nel libro del corso di Nihongo I, a pag. 224 sotto i vocaboli, il titoletto in neretto è incompleto. Dopo il punto di domanda la frase si blocca così: “Ci sono relative str”.

      1. Sono ancora io: a pagina 323, paragrafo 084, traduzioni dal giapponese all’italiano, frase 15, manca parte della risposta (la risposta in cui si parla di pagina 25 e 26). Che io sono abbastanza certa di aver sbagliato 😅, per cui sono particolarmente interessata alla soluzione 😄

        1. Sempre nella frase in questione, c’è scritto “いえで” e non “本で” anche questo credo sia un errore

  2. A pagina 320 del libro di corso, soluzioni dell’esercizio di traduzione dal giapponese del paragrafo 076, manca la traduzione della frase 5 (quella dove chi risponde vuole un locale vicino al mare)

  3. Libro di corso 025 – esercizio 1 pag. 57 – uchi ni wa kuroi neko ga imasu.
    nella traduzione di pag 308 manca “nero” (a casa nostra c’è un gatto nero)

  4. Libro di corso: a pag 310 esercizio 35 (da italiano a giapponese) la traduzione della frase 13 è segnata come la numero 12 e quindi manca la traduzione della vera frase numero 12, cioè…
    la frase 12 = Sono scarsissimo con i videogiochi (a pag 310 manca la traduzione);
    la frase 13 = Rig. ai videogiochi…nemmeno a me piacciono (a pag 310 la traduzione c’è ma è segnata come frase numero 12).
    Spero di esser stata chiara.

    Inoltre mi chiedevo se la traduzione, sempre esercizio 35 pag 310, della numero 2 (in italiano è “Non è un mio problema!”) fosse giusta, cioè “Ore/Watashi no monda janai!” (problema=monda(i?))
    Grazie!

    1. Mi spiace molto per il ritardo nella risposta… Ero sicurissimo d’aver risposto a questo commento, invece torno qui e niente… forse mi hai scritto anche altrove e ti ho risposto lì?
      Ad ogni modo, grazie delle segnalazioni. In effetti le avevo già trovate, forse da solo tempo addietro perché i nuovi files sono aggiornati *sospiro di sollievo* ☺️
      Ad ogni modo, le soluzioni erano
      12. Ore wa geemu ga sugoku heta da.
      13. Geemu wa watashi/ore mo suki janai.
      Sono tutte e due richieste in FP, perlomeno nell’attuale versione del testo.

      P.s. sì, è “mondai”
      (lo dico per gli altri, che potrebbero preoccuparsi, anche questo errore è già stato corretto e non influenza le versioni recenti del libro)

        1. Grazie di questa (e dell’altra) segnalazione… anche perché “Nakaguchi-san wa ii desu ne.”, senza hito, può suonare come “Nakaguchi-san non è niente male eh…” (è sexy).
          Mah dipende anche dal contesto… Col giusto tono di voce nel giusto contesto può suonare come “tu/Nakaguchi-san sei/è fortunato…” (è in una buona situazione, sono un po’ invidioso)
          E niente, insomma, non è il caso di fare confusione. Per fortuna che in giapponese c’era anche hito

  5. Libro di corso, pagina 158, nella frase 8 c’è scritto “Kuruma wa mou furukunattadesune”
    Sbaglio o dovrebbe essere “furukunarimashitane”, essendo affermativa dovrebbe avere solo una forma no?
    Forse mi è scappato qualcosa, comunque grazie mille mi sto divertendo tantissimo.

    1. Eh sì, hai ragione. È che in questi casi di solito si dice “furukunatta n’desu ne”, con una costruzione che non potevo usare nel corso perché in genere è da N4 (ho fatto solo un accenno ad una situazione particolare) e per l’assonanza mi sono confuso, mi spiace.
      Graize della segnalazione, provvedo a correggere

      1. Ciao, avrei una domanda sull’esercizio del paragrafo 3 della prima settimana (Kosoado). Le 2 frasi da tradurre “quello è cinese” e “quello è un alcolico” non dovrebbero contenere la particella は(wa), ovvero それは中国語ですか。 invece di それ中国語ですか。e それは酒ですか。 invece di それ酒ですか。? Ho studiato altrove la particella は e mi è venuto il dubbio traducendo, io le ho tradotte naturalmente con は , ma mi chiedo se sia giusto non utilizzarlo o se sia da considerare un errore di grammatica

        1. La particella wa viene introdotta solo più avanti (par. 8), così per ora l’ho sottintesa (NB spesso si mette una virgola al suo posto: それ、酒です。).
          Ho potuto farlo in virtù del fatto che in realtà *nel parlare non viene usata* (a meno che indichi un contrasto). Quindi sì quelle frasi suonano naturali così come sono!
          Viceversa le frasi che si imparano sempre, con wa, al di fuori dello scritto, suonano abbastanza “robotiche” o appunto “contrastive” (termine usato per frasi che indicano un contrasto).

          In vari punti del testo mi distacco dai testi classici per l’insegnamento del giapponese che trovo scorretti, pensati soprattutto per gli inglesi (penso per esempio al continuo uso del soggetto ed in particolare di “io” a inizio frase, quasi ridicolo in giapponese), scritti sulla falsa riga di libri per insegnare lingue europee (ignorando la distanza tanto più ampia con il giapponese). Certo, siccome la particella は va comunque imparata (è usata molto di più nello scritto e va comunque imparata per il test), poi la introduco e la uso nel resto del libro. Ho lasciato l’espressione naturale, sotto questo e altri aspetti (p.e. il fatto che “da” sia spesso sottinteso ed il linguaggio “super cortese”, davvero molto usato), per il prossimo volume.

          P.s.
          Il contrasto è difficile da spiegare su due piedi, nel testo cerco di introdurlo “naturalmente”, nel corso del libro, e poi lo affronto esplicitamente verso fine libro… non preoccupartene troppo però: non è nel test Jlpt e nel tempo ci si fa l’abitudine.
          Per darti un’idea però lo si sente anche in italiano confrontando frasi come
          Vado al super. (Frase neutra)
          *Io* vado al super. (Tu, fai come vuoi). (Frase contrastiva)
          Nel secondo caso avresti inserito “watashi wa” a inizio frase, nel primo, non solo eviti wa, come in italiano manca “io”, così anche in giapponese eviti il watashi.

        2. Capisco, mi vengono in mente però 2 domande:
          1) la mancanza del “wa” abbassa da forma cortese a forma piana oppure non cambia nulla? In altre parole, quella mancanza potrebbe essere recepita come una mancanza di cortesia da parte dell’ interlocutore?
          2) “tecnicamente” la mancanza del “wa” è un errore di grammatica? Sempre che il concetto di errore di grammatica in giapponese sia lo stesso che in italiano. Per fare un esempio “a me mi” è un errore di grammatica, ma nel parlato è usatissimo. Oppure il congiuntivo sostituito dall’indicativo nei periodi ipotetici: “se andavo” al posto di “se fossi andato”. È una situazione di questo tipo?

        3. No, quanto detto vale nel parlato, non solo nel parlato colloquiale. Nel linguaggio estremamente formale però è più difficile ci siano delle omissioni. Andando in Giappone, però, “da stranieri” è difficile trovarsi in situazioni in cui si debba parlare questo linguaggio estremammente formale (di solito riservato al mondo del business ed ai rapporti con i clienti).

          Se sia o no un errore dipende dal punto di vista. Dal punto di vista di noi italiani, forse sì, poiché vediamo la lingua come qualcosa di preciso, con precise regole, e con l’Accademia della Crusca che ha l’ultima parola in caso di dubbio.
          I giapponesi però non hanno una loro accademia della crusca, si rifanno spesso alla NHK (la loro RAI) per dire cosa dovrebbe essere giusto… ma con un occhio sempre a quel che è l’uso comune. L’idea giapponese è che la lingua esiste a priori, quindi ciò che conta è l’uso comune che le persone fanno della lingua, più che un Giusto o Sbagliato.
          Per questo gli articoli universitari sui temi della lingua non dicono cosa sia corretto, ma riportano dei dati sull’uso dell’espressione in questione o addirittura su come la gente percepisce quell’espressione o modo di esprimersi (es.: “Sottintendere la particella wa secondo Lei è scorretto? Colloquiale? Normale? Accettabile anche in contesti formali?” Il 70% ha risposto… ecc.)
          Quindi puoi immaginare che il punto di vista giapponese *accademico* non sia nemmeno “è corretto”, ma più “è naturale”, “è diffusissimo” con qualcuno che forse farà mente locale dicendo “io lo eviterei parlando con un cliente o un superiore sul luogo di lavoro”.

          Se però vuoi una risposta precisa e definitiva, se chiedi ad un giapponese:
          “sore, sake desu” è errore?
          Il 100% ti risponderebbe semplicemente di no. La percentuale potrebbe variare se invece di dirla a voce la scrivessi, ma comunque direbbero perlopiù che è corretta.

        4. Perfetto ed esaustivo come al solito! 😁
          Era proprio la risposta che cercavo.
          Avrei un’ultima domanda sull’argomento (ma molte su altri argomenti): nello scritto invece è impossibile che wa venga omessa?

        5. Sì, assolutamente, perché dipende da cosa si scrive. Se si scrive come in un dialogo (p.e. commenti sui social media) allora è la norma, se però si scrive un saggio, una tesi per l’università, un romanzo, un articolo di giornale… allora il discorso cambia, e la norma richiede di non sottintendere.

        6. Ciao Riccardo, devo tornare un attimo sull’argomento wa perché leggendo il paragrafo 8 mi è venuto un dubbio: la frase 029 sul wa che crea domande è la FP delle frasi 030 (che sono invece alla FC), oppure anche la 029 è da considerarsi FC?
          Inoltre volevo segnalare un errorino (almeno credo che lo sia), sempre al paragrafo 08, esercizio 2, nella frase 8 non hai messo il San a Takeshi.
          Inoltre, se posso permettermi di dare un consiglio, quando nelle soluzioni parli dei vari modi in cui si può dire “buono/delizioso” ne parli come se l’argomento fosse già stato affrontato invece nel libro non si è mai fatto cenno alle parole “niku” e “umai” (almeno io non credo di averne letto da nessuna parte). Magari su questo aspetto amplierei un minimo il discorso, ma è ovviamente un consiglio, fai come vuoi.
          Mi viene in mente poi un’ultima domanda, siccome il だ viene spesso sottinteso nel parlato, può essere che si usi l’espressione そう al posto di そうだ per dire “sì, è corretto”?
          Grazie in anticipo 🙂

        7. Di solito non puoi sapere se una domanda con wa è FC o FP perché… finisce con wa, non con desu o senza desu.
          Qui però c’è o-shigoto. L’uso della o come prefisso è onorifico (cioè rif. al lavoro degli altri) o “di abbellimento”, cioè usare la o come prefisso di certe parole ingentilisce il tono della frase.
          Il nostro è molto probabilmente il primo caso, quindi possiamo considerare che la frase sia usata in un contesto cortese, tuttavia una moglie che chiedesse al marito come è andato al lavoro o come mai è tornato prima del previsto potrebbe farlo proprio con questa frase… e quindi il contesto potrebbe anche essere colloquiale …ma “ingentilito”, poiché il prefisso o “di abbellimento si usa sia con la FC che con la FP (anche se in questo secondo caso è relativamente meno usato dagli uomini.
          >> Inoltre volevo segnalare un errorino (almeno credo che lo sia), sempre al paragrafo 08, esercizio 2, nella frase 8 non hai messo il San a Takeshi.
          Non è errore. Si sta usando il nome, quindi il rapporto è stretto. In questi casi il -san si usa se si ha la stessa età, ma ancora non si è “amiconi”, solo amici o se si è amici/amiconi, ma Takeshi è più grande. Ci sono mille variabili, e ho dovuto semplificare il discorso parecchio (a volte lo si semplifica pure di più e questo porta a fraintendimenti), ma usare Takeshi da solo, checché tu abbia sentito dire altrove, non è assolutamente errore. Pensa se una madre stesse parlando del figlio con un’amica… non direbbe certo Takeshi-san… (non che non si senta mai, p.e. a volte nei drama una madre adottiva, la seconda moglie del padre, usa proprio nome+san per i figli del marito).

          >>le parole “niku” e “umai” (almeno io non credo di averne letto da nessuna parte)
          In realtà ne ho parlato…
          niku è al par. 6 del corso, oishii al par. 8 di corso e grammatica, umai non è un vocabolo necessario per l’N5. Sempre al par. 8 del corso, verso la fine c’è una riga sull’uso di umai nel ling. maschile con la FP (non che gli uomini non usino affatto oishii con la FP!)
          Ma non badarci troppo, nessuno coglie tutto in una pagina, specie se così fitta di info, e poi ricorda tutto. L’importante è che tu abbia capito lo stesso alla fine.

          >> siccome il だ viene spesso sottinteso nel parlato, può essere che si usi l’espressione そう al posto di そうだ per dire “sì, è corretto”?
          そう!そのとおりだ! Esatto, è proprio così!
          A volte poi la si raddoppia per enfasi: そうそう。
          E se uno si fa trasportare dalla conversazione a volte lo senti perfino dire そうそうそうそう!
          Qui c’è un esempio…
          https://www.youtube.com/shorts/ste0Tp-X5EI

        8. 1) mi era venuto il dubbio che l’omissione del verbo fosse una libertà che ci si può prendere solo quando si ha confidenza con l’interlocutore, quindi solo in FP, ora invece mi è chiaro che può essere sottinteso anche in FC
          2) hai ragione, ma la frase con -san sarebbe ugualmente corretta? Perché a questo punto senza sapere chi parla anche in FP potrebbe esserci il suffisso, magari sta parlando uno studente più giovane…
          3) su Niku errore mio, però qualche dubbio mi è rimasto: vediamo se ho capito:
          FP donne: usano oniku e oishii
          FC uomini: usano oniku e oishii
          FP uomini: usano niku e umai
          FC donne: usano sempre oniku e oishii
          Anche se poi c’è chi queste convenzioni non le segue
          4) Grazie! 🙂

        9. 1) …il giapponese ha una vera passione per le omissioni, presto vedrai che si può sottintendere l’intera frase principale, tenere solo la secondaria…
          2) sì, anche la frase con -san sarebbe corretta, basta immaginare un diverso contesto. Una moglie può chiamare il marito Takeshi dicendo Takeshi-san. Certo, se parla con una terza persona a proposito del marito, allora conta anche il rapporto con l’altra persona, ma questo è normale… se uno parla con un prof dell’università e si trova a dover citare il proprio fratello dirà “mio fratello”, non solo il nome proprio del fratello

          3) su Niku errore mio, però qualche dubbio mi è rimasto: vediamo se ho capito:
          FP donne: usano oniku e oishii
          FC uomini: usano oniku e oishii
          FP uomini: usano niku e umai
          FC donne: usano sempre oniku e oishii
          Anche se poi c’è chi queste convenzioni non le segue

          Dipende tutto da come uno vuole porsi o da come è abituato ad esprimersi e dal livello di colloquialità del contesto.
          Si può dire che il linguaggio colloquiale è quello che si parla tra amici… Ma se sta parlando una ragazza che vive nel centro di Tokyo, uscita a cena con le amiche in un locale di Ginza, non è la stessa cosa che se stesse parlando una ragazza con un’infanzia travagliata ed una storia di piccoli furti alle spalle… e ovviamente di mezzo ci sono una serie di sfumature.
          Comunque, in linea di massima
          FC donne: usano sempre oniku e oishii …corretto
          FC uomini: usano oniku e oishii …corretto, ma tornerà abbastanza spesso anche solo niku e umai (desu), oltre a oishii desu.
          FP uomini: usano niku e umai …tendenzialmente sì, ma useranno anche oishii. Oniku è più raro di niku, ma possibile (dipende anche da con chi parla… amici maschi? O sta invitando la bella vicina di casa a mangiare qualcosa fuori?).
          FP donne: usano oniku e oishii …tendenzialmente, ma solo niku sarà comune. A volte sentirai umai.
          Ci sono donne che ritengono parole come umai poco femminili e pensano che non andrebbero mai usate, questo non vuol dire che non lo userà mai nessuna.
          Nel video sotto la ragazza dice うんまっ unma- che è うまい con l’elisione della i finale ed il rafforzamento della M.

          https://www.youtube.com/shorts/g6SWXy9rGJA

          NB lascia stare il fatto che nei subs inglesi si dica sia l’immagine che gli stranieri hanno dei giapponesi vs il vero modo di essere dei giapponesi… Il canale è per giapponesi e mira a far ridere i giapponesi mettendo in luce quel che pensano di norma (esagerandolo, visto che interpreta una ragazza abbastanza sguaiata) rispetto al loro modo di porsi verso gli altri in altre circostanze.
          Insomma, tutte e due le scene sono molto giapponesi e la stessa persona potrebbe comportarsi nei due modi in contesti diversi, anche se non così “eccessivamente”.
          Considera che la prima scena è quella di una ragazza uscita con un ragazzo su cui vuole fare colpo, mentre la seconda è una ragazza (dai modi sguaiati) uscita con gli amici.

          4) Grazie! 🙂

          Prego ^_^

        10. Allora, intanto ti ringrazio per le spiegazioni e il tempo dedicato, per quanto riguarda i punti 2,3,4 penso di aver capito. Mi rimangono però dei dubbi sul punto 1, ovvero le omissioni: nel caso che ti ho portato (domande con wa) posso omettere il verbo e rimanere comunque in FC attraverso la o- di abbellimento, però non posso omettere il desu in altri casi di FC, giusto? Mi viene in mente quando ti chiesi qualche tempo fa la traduzione di “Chi? Il fioraio” in FC, dove aggiungevi desu appunto per trasmettere cortesia, oppure casi citati nel paragrafo 3 come “il bagno, ogni giorno!” Che definisci FP proprio perché rimuovi il verbo. Oppure “このお肉はおいしい”, nonostante la o- non posso considerarla FC perché manca desu, giusto? In pratica vorrei capire se posso omettere desu solo nelle domande in wa oppure anche in altri tipi di domande e affermazioni (mantenendomi cmq cortese)

        11. >> Mi rimangono però dei dubbi sul punto 1

          Metti sullo stesso piano due cose che non lo sono. Usando il tema da solo sottintendi tutta la frase. Come scrivo nel corso, il tema è qualcosa di totalmente a sé stante (tanto che il wa a differenza delle altre particelle, non collega il sostantivo al verbo). Così da un lato c’è il tema e dall’altro qualcosa che viene detto a proposito del tema (la frase vera e propria).
          Dicendo
          oshigoto wa? = (E) il lavoro?
          …non stai sottintendendo “desu”, stai sottintendendo TUTTA la frase. Chi ti ascolta può capire solo dal contesto, sia il grado di cortesia, sia il significato della domanda. Può essere che uno stia chiedendo “cosa fai per lavoro?” o “com’è andato il lavoro?” ma anche “come mai non sei al lavoro?”
          Così non sappiamo nemmeno se la frase fosse FC o FP. Sì, la o- di abbellimento può far pensare ad un contesto cortese, ma come dicevo nel commento precedente, non è detto che uno non la usi anche con la FP. Se poi fosse “o-kane wa?” siccome non si usa quasi mai “kane”, denaro, senza la o di abbellimento, potrebbe tranquillamente essere un contesto colloquiale.

          このお肉はおいしい

          …esatto, è FP al 100%
          Fatto curioso però è che *il contesto* potrebbe essere cortese! Introducendo nella grammatica gli aggettivi, prima della particella ne, facevo notare che un’espressione che “viene dal cuore” proprio perché spontanea è in FP, anche se il contesto è cortese (anche se sto parlando con una persona con cui di norma parlo usando la FC).
          Se è questo il caso, dunque, in un certo senso “puoi omettere il desu”… ma perché vai ad inserire una frase in FP all’interno di una conversazione in FC, perché trattandosi di un “pensiero che ti viene spontaneo”, qualcosa che “dici quasi senza pensarci”, ha senso che sia in FP e nessuno si offende o pensa sia strano.

          (domande con wa) posso omettere il verbo e rimanere comunque in FC attraverso la o- di abbellimento

          Il tema da solo non è né FC né FP. La o onorifica (che non è la o di abbellimento) è solo un indizio. Ti devi SEMPRE rifare al resto del contesto per capire cosa sta succedendo.
          O-namae wa?
          …è quasi certamente onorifica: “(E) il Suo nome?” (si sottintende “qual è?”). Quindi non è che la frase in sé è FC, ma possiamo immaginare sia usata in un contesto cortese perché contiene un termine onorifico. La o- di onamae può essere di abbellimento, ma non è così comune come per altre espressioni all’interno del linguaggio colloquiale.
          O-shigoto wa?
          …può usare una o- onorifica o la o- di abbellimento, non lo sappiamo se non dal contesto. Così è difficile tradurre se si ha davanti solo la frase “o-shigoto wa?”. Si deve per forza specificare un contesto o chi legge deve immaginarselo.
          O-niku wa?
          …usa la o- di abbellimento perché in genere non si dice “la Sua carne” (non sarà quindi un’espressione onorifica, per riferirsi alla carne dell’altra persona). Gli uomini (e meno frequentemente anche le donne) usano tranquillamente niku nel colloquiale, quindi c’è una possibilità più alta che si tratti di un contesto cortese, ma non possiamo saperlo, dobbiamo capirlo dal resto del discorso.
          O-kane wa? …è usato normalmente a prescindere dal contesto perché kane suona un po’ grezzo.
          O-cha wa? …dire solo “cha” suona addirittura strano, credo che nemmeno teppisti e yakuza dicano solo “cha”.

          non posso omettere il desu in altri casi di FC, giusto?

          Se ometti desu (desu –> da/niente) o, come vedrai, -masu per i verbi (arimasu –> aru) la frase non è più in FC.
          Se ometti tutta la frase o buona parte della frase (a volte si può omettere il verbo) è un po’ come se troncassi la frase (p.e. usando solo il tema) o come se lasciassi la frase in sospeso (a volte è esattamente così). Così facendo lasci che sia il resto del tuo discorso a creare il tono della conversazione, cortese o no: sono i verbi che sono in FC o FP, se non c’è verbo non puoi definire la frase FP o FC.
          Inoltri lasci a chi ascolta il compito di capire cosa intendevi visto che hai sottintesto il resto della frase.

          Spero ora sia tutto più chiaro ^^;;

          Infine, per favore, questa è l’errata corrige del libro…. Se hai altre domande puoi usare il nostro gruppo Facebook, Imparare il giapponese, scoprire il Giappone, per domande veloci, o Nihongo no kuni https://sdgchat.wordpress.com/ per domande più lunghe

        12. Ti ringrazio per tutta la spiegazione, in effetti probabilmente non avevo capito a fondo il fatto che il tema fosse un elemento a parte della frase, ora mi è più chiaro il tutto. Ti chiedo scusa poi per aver intasato la sezione sbagliata, facebook per motivi personali sono un po’ restio ad utilizzalo, però userò la chat ora che so che ce n’è una. Grazie mille del tempo dedicato ☺️

        13. FP donne: usano oniku e oishii …tendenzialmente, ma solo niku sarà comune. A volte sentirai umai.

          Scusa, ultimissima domanda, ma per caso c’è un errore di battitura su “niku” e manca la o-?

        14. No, intendevo proprio “anche solo niku sarà comune” …dipende dalla persona. P.e. la tipa più “rilassata” del video non mi stupirebbe se dicesse “niku, kuitee” per “niku ga kuitai” (con kuitai versione colloquiale di tabetai), voglio mangiare della carne… (che si sente in jpn più spesso che in italiano perché da loro la carne è particolarmente costosa).
          Ma, per sentire frasi così serve la persona e la situazione giusta… Anche la tipa del video non è che parla sempre così, se non è col suo migliore amico, con uno di famiglia, non si esprime così… Quindi sono frasi che sentirai più nei media che nella realtà e che da straniero non ti serve saper dire, perché a meno tu vada a vivere in Giappone e ti faccia degli ottimi amici non parlerai così

  6. Nel libro del corso a pag 323/324 cap 084 manca la risposta nella frase 3: “è bianca e nera” che dovrebbe essere “Shiro to kuro desu.”
    Pag 325 cap 088 nella frase 6 manca la traduzione per “reizouko no naka ni”, “in frigo”.
    Nella frase 21, pag 323 cap 084 c’è scritto “2 mele” invece di “2 mandarini”, mikan nell’esercizio.
    Pag 322 cap 080 frase 1 c’è “un uomo” invece di “una donna”
    Pag 122 nel primo esempio il furigana sopra Ikimasen è Mi invece di I.
    Alcuni esercizi da ita a jap sono in FP e le soluzioni in FC o viceversa: 049-17,19; 063-11,17; 069-4; 077-13,33

      1. Buongiorno,
        Volevo solo chiedere un chiarimento sulla situazione errori e correzioni nella serie di volumi Nihongo.
        Al momento, per chi acquista i 2 volumi su Amazon, quali errori troverà?
        Solo quello a pagina 158 del corso?
        Grazie

        1. Ciao! Non mi ero reso conto di non aver correttamente aggiornato la pagina. Ora riflette la situazione attuale. Purtroppo non posso aggiornare troppo spesso i file, Amazon non è molto affidabile e ho avuto brutte esperienze in proposito, così aspetto alcuni mesi o di aver trovato un errore importante, prima di aggiornare i files …e gli errori presenti al momento non sono certo “pesanti” (gli studenti possono notare da soli se manca una risposta, per esempio), a parte quello di pagina 158, che è l’unico con un errore di giapponese.
          Fossi in te non me ne preoccuperei: non val la pena aspettare. Se però preferisci aspettare, quando caricherò un nuovo file ti avviso scrivendo qui nei commenti 😉

  7. Nel libro del corso pag 326 cap 092 nella frase 3 c’è kinou invece di yuube
    pag 327 cap 094 nella frase 5 maglione è scritto incompleto
    pag 328 cap 098 frase 13 c’è 3 persone invece di 5
    pag 329 cap 100 frase 2 c’è gurai ma non dovrebbe (?), frase 4 c’è kaetta ma dovrebbe essere itta
    pag 330 cap 105 frase 8 c’è incrocio invece di semaforo, frase 15 manca la risposta, frase 20 manca “al pc/col pc”, frase 28 c’è Oonishi invece di Oota o forse è sbagliato nell’esercizio
    frase 7 più sotto è segnata con 5
    esercizi con FP/FC 102-1, 105-8
    pag 222 nella trad del 1 esempio manca “kanji”
    App 4.1 pag 272 manca la trad di hinode, 4.2 pag 273 2 paragr manca la trad di Maitoshi, 8.2 pag 286 2 paragr manca il roomaji di Maido e l’eventuale trad.
    pag 228 cap 095 suu, dovrebbe essere più corretto iNspirare
    pag 213 cap 089 es 1-6 c’è il verbo Haru che non è nella lista di parole, anche pag 216 cap 091 fr 16 c’è Atari, pag 227 cap 094 es 1-5 c’è Seetaa, pag 234 cap 098 es 1 c’è il verbo Yameru

    1. a pag 160 nella prima tabella in centro zucchero con tre c
      pag 230 cap 096 dopp invece di dopo nell’ultima frase della spiegazione.

      grazie per il lavoro che hai fatto e che farai!

    2. Ciao Enrica e di nuovo grazie delle tue preziose (e numerose!) segnalazioni
      Ho finito di controllare tutto. Ti riporto quel che mancava, in caso non fosse chiaro, e aggiungo una piccola spiegazione
      日の出 hinode, alba
      毎年 maitoshi/mainen, ogni anno
      毎度 maido, ogni volta, può essere usato al posto di itsumo in itsumo arigatou gozaimasu, o da solo, come abbr. dell’intera espressione. Di norma a farlo sono solo i commercianti.
      このあたり kono atari era nella frase 14 e spero di averlo messo perlomeno nella grammatica, comunque aggiunto. La trad. nella risposta è “questa zona”, ma in altri casi, se usato insieme ad una particella (de o ni) spesso traduco “Da queste parti”.

      Infine
      p.329 par. 100 frase 4 …kaetta è giusto. “andare” è itta, ma “andarsene” è equivalente a “kaeru”, perché usare iku (itta = è andato) da solo lascia a chiedersi “dove?”, mentre “se ne è andato” non necessita dell’aggiunta di un luogo, proprio come kaeru che può essere usato da solo senza aggiungere un luogo perché è già chiaro di per sé. A riprova di ciò, per dire “vattene” possiamo usare “kaette”, se usiamo iku dobbiamo dire “acchi ike” (un’espr. che equivale a “acchi ni itte”). Possibile alternativa a kaeru era hanareru (allontanarsi). Ovviamente dipende dal contesto e dal senso preciso della frase.
      Detto ciò, mi rendo conto ora che era difficile da cogliere e ora ragionerò su come modificare il testo (perlomeno con una spiegazione del perché dell’uso di kaeru).

      EDIT: a ben pensarci ci sono dei casi in cui puoi tradurre andarsene con iku… ma non questo, mi viene da pensare solo a situazioni decisamente particolari, con iku insieme ad un ausiliare (i.e. icchatta = itte shimatta). P.e. se uno se ne va mentre non abbiamo ancora finito di dirgli tutto il necessario potremmo commentare dicendo a! icchatta! = Ah, se n’è andato!/Ah, è partito in quarta!
      Non è assolutamente una cosa da imparare adesso: volevo solo evitare di dire un’imprecisione.

      Di nuovo grazie delle tue segnalazioni, sono state di grande aiuto

  8. Ciao Riccardo! Credo che ormai, dopo le segnalazioni di questi ultimi giorni, siano rimasti ben pochi errori ancora da correggere e comunque, se ce ne sono, non saranno particolarmente rilevanti… vorrei dunque chiederti se potresti gentilmente scrivere qui nei commenti quando caricherai di nuovo i files aggiornati. Grazie di tutto e buon lavoro!

      1. Buongiorno,

        Studiando sul libro del corso mi sono venuti dei dubbi, su cui vorrei dei chiarimenti.

        A pag. 307 di (soluzioni par. 022), per la frase 05 dell’esercizio di traduzione IT->日本語, è riportata la traduzione: “Pasokon wa oniisan no heya desu”. Perchè non si usa “arimasu”?

        Poi, nella soluzione della frase 01 di pag. 35 (IT->日本語), “Il tè di questo locale è buonissimo, eh?”, c’è scritto: “Kono (o)mise no ocha wa to(t)emo oishii desu”. Non ci vorrebbe il “ne” finale?

        Grazie

        1. Grazie delle segnalazioni.

          Il primo è corretto nonostante non ci sia un riferimento di luogo tipo mae, ushiro… (par. 23), come ho spiegato sulla grammatica, ai par. 22 e 23. Questo caso però non doveva finire nel corso (anche nella grammatica, se non sbaglio, l’ho inserito solo in una nota), quindi considera che ci fosse scritto
          Pasokon wa oniisan no heya ni arimasu.

          Nel secondo caso… mi sa che ho aggiunto dopo il totemo. Quanto più è “decisa” l’esclamazione, tanto più è accettabile l’assenza del “ne”. Dunque sì, avendo scritto “eh?” in italiano, ovviamente ci va il “ne” nella traduzione, ma essendo presente il totemo, anche in assenza del ne non suona innaturale (vd. grammatica par. 9 e 10)… quindi volendo potresti eliminare “eh?” dalla frase italiana e lasciare la traduzione così com’è e andrebbe bene lo stesso.

          Grazie di nuovo delle segnalazioni, aggiornerò il testo appena possibile

      2. Salve! mi aggiungo anch’io alla richiesta di informazioni sugli aggiornamenti del corso… ma sarebbe più una questione di settimane o di mesi? perché così mi organizzo meglio con lo studio…
        Grazie!

        1. Questione di giorni… Dopo averli caricati, per come funziona Amazon, ci vuole un po’ perché siano effettivamente disponibili. Appena penso che quasi sicuramente (la certezza assoluta non posso averla perché Amazon non dà questa informazione) comprando un nuovo libro arriverà la versione aggiornata, ve lo scrivo qui.
          Se siete iscritti alle notifiche dei commenti di questa pagina riceverete un’email da WordPress che vi avviserà quando scriverò il messaggio in questione

        2. Dovresti poterlo prendere tranquillamente. Nel malaugurato caso ci fosse un errore già segnalato, a questo punto significa che ti hanno mandato una copia restituita da qualcuno. In quel caso (molto improbabile) chiedi il cambio ad Amazon e sicuramente risolvi

  9. Buonasera,

    Quindi, se ho capito, la soluzione alla frase 05 è:
    “Pasokon wa oniisan no heya desu.”

    Se invece c’è “heya ni” uso “arimasu” e non “desu”?
    “Pasokon wa oniisan no heya ni arimasu.”

    Ho capito?
    Però non ho capito il perchè c’è il “desu” nella traduzione. Credevo che col significato di esserci/stare si usasse aru/arimasu//iru/imasu.

    Grazie per la prontezza della risposta. Ne approfitto per farLe i complimenti per i libri che ha realizzato: mi sono utilissimi nello studio. Li trovo completi e davvero ben spiegati. Ho iniziato da poco il corso e la grammatica e sono più o meno a due terzi del libro sui kanji.

    Nel frattempo che studio… attendo con impazienza il secondo volume dei kanji.

    1. La soluzione all’esercizio doveva finire con arimasu.
      “Pasokon wa oniisan no heya ni arimasu.”

      La frase in questione (con “desu”) “mi è scappata”, l’ho inserita per errore mentre scrivevo le soluzioni, perché anche così come è scritta in realtà è grammaticalmente corretta… per quanto sembri strano (lo spiego più giù).

      Credevo che col significato di esserci/stare si usasse aru/arimasu//iru/imasu.

      Vero… ed è quel che dicono tutti i libri.
      Ma poi anche sugli altri libri trovi frasi tipo
      “Pasokon wa teeburu no ue DESU.”
      Il pc… è sul tavolo.
      E non viene spiegato il perché. Gli studenti non se ne accorgono nemmeno di solito, perché tanto viene naturale tradurle.
      Io ne ho parlato nel par. 23 sui riferimenti di luogo.
      In pratica puoi dire sia la frase (1) che la (2)

      (1) “Pasokon wa teeburu no ue NI ARIMASU.”
      Il pc… è sul tavolo.

      (2) “Pasokon wa teeburu no ue DESU.”
      Il pc… è sul tavolo.

      La costruzione della frase (1) è “X wa (Y no) + riferimento di luogo + ni + arimasu”
      La costruzione della frase (2) è “X wa (Y no) + riferimento di luogo + desu”

      Questa è una sorta di “eccezione” alla regola “Col significato di esserci/stare si usano aru e iru”… e se vuoi puoi fermarti qui. Se vuoi sapere perché, continua a leggere.

      Grammaticalmente è accettabile usare desu nella frase (2), perché compare il tema (vd. par. 8 della grammatica e frasi come “kinou wa arigatou”) e poi il “desu che serve ad affermare qualcosa” (vd. la fine del par. 1 e gli esempi citati tipo “ame desu” e “saa, shigoto da!”).
      In pratica facendo frasi del genere non stai dicendo davvero che “X si trova nel posto Y”, perché sennò dovresti usare aru/iru, come dici tu.
      Quel che fai è usare la “particolare natura” del tema e di desu per creare una frase tipo
      “Riguardo al PC… Sopra il tavolo!”
      Con questa costruzione l’idea di “esserci” non è necessaria (nella traduzione appena scritta non c’è il verbo “è”!), ecco perché non c’è aru ma desu.

      Tutto ciò è possibile perché il tema e il desu *non* sono uguali al nostro soggetto e al verbo essere: ricorda che il giapponese è una lingua che si è sviluppata dall’altra parte del mondo… Non cambiano solo le parole, ma anche il modo di usarle, i loro ruoli… i concetti di “soggetto” e di “verbo essere” non si applicano bene alla lingua giapponese!

      Il resto del mio discorso nel commento precedente serviva a…
      – spiegare come sia finita lì quella frase e
      – farti presente che in realtà *puoi* fare frasi del genere
      “Pasokon wa oniisan no heya desu.”
      …perché a ben vedere il discorso appena fatto non vale solo in presenza di riferimenti di luogo (nella spiegazione sopra *non* ho citato i riferimenti di luogo, perché non c’entrano in realtà, anche è molto comune usarli). Non se ne parla mai però, perché?
      Perché uno studente traduce in modo istintivo
      “Pasokon wa teeburu no ue DESU.”
      con
      “Il pc… è sul tavolo.”
      Ma se proponi allo stesso studente frasi (concettualmente uguali) come
      “Haha wa toire desu” (NB un bambino userebbe “okaasan”, non “haha”, ma faccio finta di niente)
      …lo studente ci resterà di sasso pensando tu abbia detto “Mia madre è una toilette” e non “Mia madre… (è alla) toilette”.

      Per questo motivo (e perché non si possono creare in qualsiasi situazione) frasi del genere vengono evitate di norma e anch’io ho preferito citare la cosa solo in una nota della grammatica, spiegando solo il caso del par. 23, con i riferimenti di luogo.

      Purtroppo nel corso mi è scappata questa frase, che ripeto, è naturale, ma non intendevo metterla nel libro di corso perché si tratta di una costruzione che nel corso non ho affrontato e nella grammatica è citata solo di sfuggita.

      Spero ora sia tutto più chiaro… Grazie dei complimenti, sono felice i libri ti siano d’aiuto. Per il libro di kanji… ci sto lavorando^^

      1. Buongiorno,

        Sì, ora credo di aver capito. Mi ci vuole solo un po’ di tempo per assimilare le peculiarità del giapponese (soprattutto quelle che si distanziano più dall’italiano, come il verbo “essere”).

        Grazie mille per la spiegazione chiara ed esaustiva.

  10. Domanda: nel fumetto di pag. 10 del corso (arg. Nani?) La sorella non dovrebbe usare あれ invece di それ ? L’oggetto è lontano da entrambi gli interlocutori

  11. Buongiorno,
    Domanda sull’esercizio 2 del paragrafo 5, seconda frase:
    “Chi? Quella persona laggiù” in FC
    La mia risposta: “この人?あの人だ ”
    La soluzione: “この人です。?あの人だ”
    Io ho rimosso il verbo perché in forma piana non ci va, ho sbagliato?

    1. “Kono hito desu ka.” (FC)
      in FP diventa
      “Kono hito?”

      Le risposte possono essere in fp o forma cortese (dipende dal rapporto tra chi parla e chi risponde).
      Se in FC scrivi
      Ano hito desu.
      In FP sarà
      Ano hito da.

      Purtroppo ora non posso controllare perché sono andato a trovare mia madre e non ho un PC con me, ma appena posso controllo.

      Grazie della segnalazione 😊

      1. Ciao Riccardo, avrei un dubbio su un esercito:
        Argomento “chi” la frase da tradurre è “Chi? Il fioraio?” In Fc. Nelle soluzioni tu hai aggiunto il verbo です anche se non è presente nella frase in italiano, non mi è chiaro questo passaggio, potresti spiegarmelo?
        Ps: hai controllato la mia precedente segnalazione?

        1. Per la tua precedente segnalazione, è giusto così come scritto.
          L’esercizio era
          “Chi? (vd. 1)” <– volevo faceste una frase come la frase 1. Ora però ho esplicitato FC.
          "Quella persona laggiù" (FP)

          Volevo scriveste una frase in FC e una in FP (come nel primo esercizio c'era domanda in FP e risposta in FC).
          Questo perché spesso i libri fanno credere che un discorso sia tutto in FC o tutto in FP, invece è molto comune che una persona parli in FC e l'altra in FP, per via del loro rapporto (banalmente se due persone sono relativamente in confidenza, ma una è più grande, la più grande usa la FP …per questo quando si incontra una persona nuova, p.e. un amico di un amico, gli si chiede l'età, anche se si tratta di una donna… a meno che sia chiaro che è più grande ovviamente).

          Per il resto puoi rifarti alla mia risposta precedente, ma considera che la risposta in FP dovrebbe essere
          "Ano hito (da)"

          Questo perché il da può essere sottinteso (è in realtà una cosa molto comune, specie se non seguito da particella), anzi in questo caso di norma lo è, esattamente come in italiano: alla domanda "Chi?" risponderesti "Quella persona laggiù", non "è quella persona laggiù", no?

          Ciò mi ricollega alla tua nuova domanda…
          (EDIT: Nota che se vuoi una risposta breve puoi semplicemente vedere la nota alle soluzioni del par. 3 e volendo il riquadro vicino al primo esempio del par. 3, dove intendo che ho 2 traduzioni possibili, ma in giapponese la frase non cambia se è in FC)

          "Chi? Il fioraio?"

          Perché nelle soluzioni aggiungo il verbo desu? Abbiamo appena detto che come in italiano il verbo essere non serve…
          Perché senza desu, come rendi che è cortese? Non puoi…

          Ma aggiungere il verbo essere non suona strano? Abbiamo detto che non ci va nemmeno in italiano…
          Non suona strano perché "desu" non è esattamente il "verbo essere".
          Il "verbo essere" è un concetto italiano, il verbo "desu" è un verbo di una lingua che si è evoluta dall'altra parte del mondo e che *assomiglia* in certi casi al verbo essere… tutto qui. A tal proposito ti rimando al par. 1 della grammatica, verso la fine, dove si spiega l'uso del verbo essere come "ausiliare assertivo" (uso parole più semplici e degli esempi) o come lo chiamo a volte "il verbo desu che afferma qualcosa". Lo si può usare tanto nelle risposte quanto nelle domande, per questo la frase che chiedi è
          Dare desu ka? (o)hanaya-san desu ka? …se in FC (vd. esercizio 2, frase 5 sul panettiere)
          e
          Dare? (o)hanaya-san? …se in FP (vd. es. 1, frase 2).
          In questo secondo caso il "da" non è presente nelle domande o non si usa o va evitato in quanto troppo brusco, quindi ho detto di non metterlo mai.

          Poteva stare in una eventuale risposta:
          "Dare?"
          "(o)hanaya-san (da)"
          …ma come detto, spesso lo si evita, a maggior ragione qui dove non è necessario nemmeno in italiano: "Chi?" "Il fioraio".

        2. Grazie per la risposta, si vede che non mi è del tutto chiaro l’uso di desu come ausiliare assertivo, ci devo fare esercizio. Per quanto riguarda la vecchia segnalazione, avevo capito che quell’ 1 indicasse che le 2 frasi erano identiche in italiano, non mi aspettavo che le volessi uguali in Giapponese, da qui la mia domanda

        3. si vede che non mi è del tutto chiaro l’uso di desu come ausiliare assertivo, ci devo fare esercizio.

          Non te ne preoccupare troppo però… Considera che gli altri libri semplicemente ignorano la cosa e non la spiegano mai, come se non fosse un problema o potesse essere appresa naturalmente, pur senza sapere che il problema esiste… Non pretendo quindi che uno studente assorba l’argomento a questo livello. Come anche nel caso del tema e di altri argomenti particolari (es. la differenza tra wa e ga), per ora l’importante è sapere che questo tipo di “argomenti problematici” esistono e cercare di farci attenzione… Così nel tempo, a furia di vedere esempi del loro uso, li capirai meglio… Viceversa se uno non sa che esistono, non ci farà attenzione e non li capirà mai, perché con il giapponese è davvero facile “passare sopra” a molte cose: se uno capisce il senso generale della frase, si accontenta e va avanti… ma se non ha capito davvero tutto, poi non potrà esprimersi allo stesso modo.

          Tl;dr: Vedi i par. 1 e 8 della grammatica per farti un’idea di questo “desu che afferma” e cerca di fare attenzione, quando analizzi le frasi, se è uno dei casi in questione (se “desu” è il verbo essere o no). P.e. per ringraziare a volte si sente usare “Kansha desu!” (kansha vuol dire “gratitudine”). Pensi “desu” qui sia “è”? Ecco, ragiona in questo modo, se ti capita, o se il libro ti ci spinge. Ma assolutamente non pensare “Cavolo, non lo capisco!” …non è una cosa che si impara in un giorno.

          Per quanto riguarda la vecchia segnalazione, avevo capito che quell’ 1 indicasse che le 2 frasi erano identiche in italiano, non mi aspettavo che le volessi uguali in Giapponese, da qui la mia domanda

          Io mi preoccupavo che leggendo persona, dopo l’esercizio 1, il lettore non sapesse se usare hito o kata e così… Comunque, ora ho modificato il testo perché sia più chiaro. Grazie della segnalazione e buono studio! ^_^

  12. Ciao Riccardo! Dici che adesso sarà disponibile su Amazon la versione aggiornata del corso o è meglio aspettare ancora un po’ per sicurezza?

    1. Fantastico! mi faccio spedire un pacco unico insieme a Kana e Capire i kanji, così a mano a mano che li finisco li recensisco su Amazon…
      Non vedo l’ora di iniziare la mia full immersion nel giapponese in tua compagnia… e ti ringrazio già da ora di cuore per tutto quello che potrò imparare! 🙂

  13. Non so se possano considerare effettivamente “errori”, ma nelle traduzioni ITA-JPN dell’unità 55 vengono usate una forma passata di i-aggettivo (frase 4) e una forma passata piana di un verbo (frase 7).
    Se non erro, questi due tipi di “passato” sono oggetto di lezioni successive (unità 59), e quindi il lettore giunto alla unità 55 non dovrebbe essere tenuto ancora a conoscere questo argomento…

    1. Sì hai ragione… Cioè, tutti i libri fanno lo stesso, ma io li ho sempre criticati e mi ero fatto un punto di non inserire argomenti non ancora studiati in frasi d’esempio o esercizi. Purtroppo ho spostato il paragrafo anticipandolo e mi sono sfuggiti questi due casi. Per fortuna uno è chiarito nelle soluzioni (mi aspettavo lo studente scrivesse qualcosa tipo “yokatta desu” o “ii mono deshita” (fattibile anche prima del par. 59), ma chiarisco che la forma ideale è “suteki na tegami deshita”, l’altro trattandosi di un verbo a fine frase puoi sostituirlo con la relativa forma cortese

    1. Ciao, Riccardo! Ti scrivo per avere un’informazione. Vorrei iniziare a studiare il giapponese da autodidatta con la serie Nihongo 1. Leggendo i commenti di Errata corrige, mi sono chiesta se posso procedere con l’acquisto oppure devo aspettare una versione del corso aggiornata.

      1. Ciao e grazie per la fiducia ^__^
        I libri di Nihongo sono aggiornati tranne alcune piccolezze, che non intendo aggiornare per ora (Amazon mi concede un numero limitato di aggiornamenti dei files).

        Nel libro del corso, nelle soluzioni, c’è quel che ha fatto notare Marcello poco più su a questo link, ma vale la risposta data lì. In pratica uno va bene così, l’altro considera che la soluzione sia “kimashita” non “kita” (perché a questo punto del libro lo studente ha studiato la forma cortese, kimashita, non quella non-cortese, kita). Per i dettagli vedi il link.
        https://studiaregiapponese.com/libri/n5/errata-corrige-imparare-il-giapponese-davvero-livello-n5/comment-page-1/#comment-35635

        Nel libro di grammatica:
        1. A pagina 142 nella frase d’esempio 341 manca il ga prima del verbo SOLO nella frase in hiragana (seconda riga sotto la frase in kanji, dove il ga è comunque presente)
        2. Pagina 206, elenco a centro pagina, al secondo punto c’è scritto:
        です・だ desu/da → じゃない ookikunai <– qui il roomaji ookikunai è un copincolla dalla riga precedente, doveva essere janai come si vede dai kana

        Questi due errori purtroppo resteranno così, perché Amazon non mi lascia più aggiornare il file del lbro di grammatica di Nihongo e l'assistenza non sa risolvere il problema

        1. Buongiorno
          Ho appena comprato il libro (arrivato mercoledì scorso) e sono andata alla pagina 206 (per segnarmi in caso l’errata corrige), segnalo che la mia copia è corretta (dopo じゃない c’è scritto janai). Si vede che il problema è risolto!
          Il libro è carinissimo, non vedo l’ora di iniziare il “ripasso”. Sto studiando giapponese da un po’, ma in modo “blando”, volevo rivedere tutto dall’inizio e con spiegazioni approfondite, il libro di grammatica mi sembrava la scelta giusta.

  14. Ciao Riccardo, ho abbandonato lo studio da troppo tempo.
    Stavo rileggendo il tuo sito e sono arrivato a questa pagina di errata corrige.
    Io ho comprato la prima edizione nel lontano 13 maggio del ’22.
    Devo quindi solo leggere il paragrafo “Clicca qui se hai comprato “Imparare il Giapponese davvero” prima del 27 maggio 2022, tralasciando gli altri?

    Grazie.
    Spero di poter riprendere lo studio al più presto.

    Andrea

    1. Purtroppo avevo pensato di poter pubblicare il libro, farmi arrivare una copia e dedicarmi a trovare eventuali errori di battitura, come avevo fatto per altri libri… Inaspettatamente però dei lettori l’hanno trovato immediatamente (c’è chi ha ricevuto una copia prima di me!) e quando qualcuno mi ha domandato sul gruppo facebook se fosse il mio corso, in pratica, ne ha annunciato l’uscita… Così ho dovuto annunciarlo ufficialmente senza poter fare un ultimo check come volevo …colpa mia, sia chiaro, e, sarò onesto, ero così cotto che forse non avrei trovato errori anche cercandoli, ma ad ogni modo… è così che è andata e dunque la versione che hai è quella con più errori: dovrai leggere non solo quel link, ma anche tutti quelli sopra.
      Onestamente non c’è nulla che riterrei grave (il giapponese in sé non è sbagliato), ma il fatto che sembri un prodotto non finito potrebbe infastidire (p.e. c’è del furigana spostato di una riga, una mia nota a fianco ad una frase d’esempio…) e di questo mi voglio davvero scusare… Specie con chi come te mi ha dato immediatamente fiducia! Posso solo augurarmi di aver imparato la lezione^^

  15. Non riesco a rispondere alla risposta…Comunque sicuramente lascerò una recensione super positiva, ho appena iniziato a leggerlo, già dall’introduzione (conosco kana e kanji e la trovo interessantissima, finalmente ho capito il perché delle diverse pronunce ON) si vede con quanta cura e passione è stato scritto. Complimenti!!

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