Le unità di misura giapponesi

Lo Shakkanhou (尺貫法) è il sistema tradizionale di unità di misura giapponesi.

Il nome Shakkanhou deriva dal nome di due delle unità di misura: lo “Shaku” è una misura di lunghezza e il “Kan” è una misura di peso.

Questo sistema ha origine in Cina, durante la Dinastia Shang (nel XIII secolo a.C.) si è stabilizzato durante la Dinastia Zhou (nel X secolo a.C.) e da lì si diffuse in Giappone (furono adottate ufficialmente nel 701), Sud-est Asiatico e Korea.

Dal 1924, lo Shakkanhou è stato rimpiazzato dal sistema metrico e l’uso delle vecchie unità di misura per scopi pubblici è stato proibito dal 31 Marzo 1966.

Tuttavia, in molti casi il vecchio sistema è ancora usato, ad esempio nelle falegnamerie e in agricoltura. Strumenti come scalpelli, seghe e martelli sono prodotti nelle misure “sun” e “bu”. I terreni sono venduti sulla base del prezzo per “tsubo”. Il censimento 2005 ha autorizzato le persone a fornire l’area delle loro case e terreni sia in metri quadrati che “tsubo”. L’area delle stanze, spesso è fornita in “tatami”… Senza contare che può essere utile conoscere certe unità di misura perché potreste sentirle in anime e manga di ambientazione storica (più o meno recente).


Ci sono diverse versioni dello Shakkanhou. Le tabelle seguenti mostrano quello di uso comune nel periodo Edo (1603-1868). Nel 1891 le più comuni unità di misura sono state definite in base al sistema metrico.

Definizioni del 1891
Romaji Kanji Rapporto di conversione
Equivalenza
Lunghezza Metri/unità orientali Metri
1 Jou J 100/33 = 3,03 m
1 Kanejaku 曲尺 3,6 10/33 = 0,303 m
Volume Litri/unità orientali Litri
1 Shou J 2401/1331 = 1,804 L
Peso Grammi/unità orientali Grammi
1 Monme NJ 15/4 = 3,75 g
  • Le definizioni espresse dal rapporto sono esatte, le conversioni sono arrotondate.
  • Non ho riportato le unità di misura inglesi e americane, potete trovarle qui.
  • I numeri nella prima colonna a fianco ai kanji indicano l’anno scolastico di appartenenza di ciascun kanji. La J significa che il kanji è un Jouyou kanji (ossia fa parte della lista ufficiale del governo giapponese che elenca i 2136 kanji d’uso comune), ma che non fa parte dei kanji dei primi 6 anni di scuola elementare (Kyouiku kanji); NJ sta per Non Jouyou.

~Lunghezza~

La base delle misure di lunghezza Shakkanhou quindi è lo shaku (尺), le altre unità di misura sono tutte frazioni o multipli dello Shaku.

Lo shaku era in origine la lunghezza dal pollice al dito medio (circa 18 cm. Non sono sicura ma se si intende dalla punta del pollice alla punta del medio, ho verificato sulla mia mano e ci siamo!), ma questa misura è gradualmente aumentata dato che è stata correlata al livello di tassazione.

Vari shaku sono stati sviluppati per diversi scopi. L’unità base di tutte le misure è chiamata sempre Shaku e per distinguere da altri tipi di Shaku ci sono delle piccole ulteriori specificazioni.

Ad es. la misura dell’area è chiamata “kanejaku” (曲尺) che significa letteralmente “squadra da carpentiere”. Il kanejaku, usato nei cantieri e nelle falegnamerie, conserva il suo significato originale (è la stessa misura così come era usata in Cina) perché non fu mai alterato, a differenza degli altri shaku, dalla correlazione al livello di tassazione (o da scopi commerciali).

Il “kujirajaku” (鯨尺), letteralmente “lo shaku balena”, era uno standard usato nell’industria vestiaria. Il nome deriva dai righelli usati che erano fatti da “fanoni” (sono ossa che alcuni tipi di balena hanno in bocca, come fossero denti ma disposti a pettine, a volte su più file, che la balena usa per filtrare l’acqua, in modo da espellere l’acqua e tenere dentro i pesci o altri animali che costituiscono il suo nutrimento). Un 鯨尺 è il 25% più lungo del “kanejaku” (nb. è un kanji jouyou ma non kyouiku; vedere sopra).

Esistono anche altri sistemi di Shaku: ad es. il “gofukujaku” (呉服尺), si riferisce ad abiti giapponesi tradizionali come il Kimono. In questo caso uno shaku equivale a 1,2 volte il “kanejaku” (nb. è un kanji jouyou ma non kyouiku, è del 3° anno).

Queste unità di misura sono ancora usate in Giappone per i materiali da costruzione.
Per esempio il legno compensato è prodotto di solito in fogli da circa 182×91 cm, conosciuti in commercio come “saburokuhan” (3×6
) o 3×6 shaku. Ogni foglio è circa come un tatami. Lo spessore del foglio tuttavia è solitamente misurato in millimetri (nb. è un kanji del 5° anno).

I nomi di queste unità di misura inoltre vivono nei nomi dei flauti di bambù, “shakuhachi(尺八), letteralmente “shaku otto”, perché misurano 1 shaku e 8 sun, e nella versione giapponese di Pollicino 一寸法師, issunboushi, letteralmente “bonzo alto 1 SUN” (più d’un termine traducibile con “bonzo” è usato anche per dire “ragazzo”, bouzu, ad esempio), come anche in molti proverbi giapponesi (nb. I kanji dei numeri si incontrano al 1° anno, il kanji di sun, 寸, è del 6°, del 4°, del 5° anno).

Tabella delle misure di lunghezza
Unità in romaji e kanji Anno Fraz. di 1 shaku Millimetri Metri
Mou 毛・毫 2, NJ 1/10000 0,0303 3,030×10−5
Rin J 1/1000 0,303 3,030×10−4
Bu 2 1/100 3,03 3,030×10−3
Sun 6 1/10 30,3 0,0303
Shaku 6 1 303 0,303
Ken 2 6 1818 1,818
Hiro* J 6 1818 1,818
Jou J 10 3030 3,03
Chou 1 360 1,091×105 109,1
Ri 2 12,96 3,927×106 3927
  • Le unità minori: mou, rin e bu sono ormai diventati, per estensione, i nomi delle frazioni 11000, 1100 e 110 (nb cioè sono in riferimento al sun e non allo shaku);
  • Lo shaku è in alcuni casi l’equivalente giapponese del piede (unità di misura inglese)
  • L’Hiro è una unità di profondità, l’equivalente giapponese del “fathom” (credo che in italiano si chiami “braccio”);
  • 1 chou = 60 ken = 0,1091 Km;
  • 1 ri = 36 chou = 3,927 Km;
  • C’è un antico Ri di circa 600 m. Può essere visto in uso per esempio nei nomi delle spiagge: Kujūkuri-hama è 99 ri (kyu/ku = 9, juu = 10 o decina), circa 60 km. Shichiri-hama è lunga 7 ri (shichi = 7), cioè 4,2 km. Anche se l’uso evidenzia l’esistenza di questo vecchio Ri, trovarne ulteriori informazioni è molto difficile.

~Area~

Lo “tsubo”, che è essenzialmente l’area di 2 tatami standard (che hanno un rapporto tra larghezza e altezza di 2:1, quindi se ne possono mettere 2 affiancati per formare un quadrato), è ancora comunemente utilizzato per discutere il prezzo della terra in Giappone. Spesso si indica la grandezza di una stanza (specie quelle tradizionali, in stile giapponese), in base al numero dei tatami che la compongono. Ad esempio la dimensione delle stanze solitamente usate per la cerimonia del tè è tipicamente di (appena) 4 tatami e mezzo: le ridotte dimensioni della stanza accentuano la semplicità della cerimonia (nel caso fosse necessario usare una stanza più grande, per esempio in base al numero delle persone, questa comunque non supera mai gli 8 tatami). Va detto che attualmente i tatami possono variare di dimensione a seconda di dove ci si trova in Giappone, quindi l’area dello tsubo è stata standardizzata legalmente.

Le unità di misura più grandi sono usate dai contadini giapponesi per discutere la grandezza dei campi. Queste unità sono praticamente equivalenti alle unità metriche di superficie che si usano per le pubbliche registrazioni dei terreni e non sono necessarie conversioni.

Unità di misura di area
Unità in romaji e kanji Anno Fraz. di 1 tsubo Metri quadrati
Shaku NJ 1/100 0,03306
Gou 2 1/10 0,3306
Jou J ½ 1,653
Tsubo* J 1 3,306
Bu* 2 1 3,306
Se J 30 99,17
Tan 段,反 6,3 300 991,7
Chou 町,町歩 1,2 3000 9917
  • 1 jou è la misura di un tatami usato per misurare l’area delle stanze;
  • 1 tsubo = 1 ken quadrato, usato nei cantieri;
  • 1 bu = 1 ken quadrato, usato in agricoltura;
  • 1 tan è circa 0,09917 ettari;
  • 1 chou è circa 0,9917 ettari.

~Volume~

Queste unità di misura sono ancora usate, per esempio nella produzione di sake.

Unità di misura di volume
Unità in romaji e kanji Anno Fraz. di 1 shou Millilitri
Sai 2 1/1000 1,804
Shaku N.J. 1/100 18,04
Gou 2 1/10 180,4
Shou J 1 1804
To J 10 (circa 18 litri)
Koku 石/石高 1 100 (circa 180 litri)
  • Gou è la misura standard quando si serve il sake;
  • Shou (64,827 sun cubici) è la misura standard della bottiglia di sake (generalmente sull’etichetta è riportato 1800 ml);
  • Koku originalmente era il volume di riso che una persona mangia in un anno. Nel 1891 il suo rapporto con il litro fu fissato a 240100/1331 (180,39 L), ma secondo una definizione precedente valeva circa 278 litri. Fu usato anche come unità monetaria ed equivalente in peso di riso (150 Kg) per grandi patrimoni e traffici: una nave piccola conteneva 50 koku (7,5 t), una grande nave anche 1000 koku (150 t). Il più piccolo dei feudi (feudo = 藩 han), durante il periodo Edo, valeva 10 mila koku, mentre il feudo di 加賀 Kaga, secondo solo a quello dello shougun, era detto il feudo da un milione di koku (il valore stimato era di 1 milione e 25 mila koku).

~Peso~

L’unità di peso giapponese “monme” (匁) è usata internazionalmente nel settore delle perle. nb. spesso è riportato MOMME ma la corretta traslitterazione giapponese è MONME.

Infatti deriva da (MON) che era una moneta di poco valore nel periodo Edo. (katakana ME) suggerisce un termine giapponese che significa “graduazione.” quindi Monme è un termine ideato per avere il significato di “una misura di peso equivalente a quella di una moneta ” (circa 3.75 grammi).

Unità di misura di Peso
Unità in romaji e kanji Anno Fraz. di 1 monme grammi*
Fun 2 1/10 0,375
Monme NJ 1 3,75
Hyakume 百目 1,1 100 375
Kin J 160 600
Kan o Kanme 貫, 貫目 J,1 1000 3750

~La vecchia Moneta~

Il nome della vecchia moneta vive nei proverbi giapponesi come, ad es. “haya oki wa san mon no toku ” letteralmente “svegliarsi presto ti fa guadagnare 3 mon”. In inglese viene tradotto con un proverbio che significa: “andare a letto presto e svegliarsi presto fa sì che l’uomo sia sano, ricco e saggio”, immagino che in italiano i proverbi corrispondenti siano “il mattino ha l’oro in bocca”o “chi dorme non piglia pesci”.

Unità monetarie
Unità in romaji e kanji Anno Valore in mon
Mon 1 1
Hiki NJ 10
Suji 6 100
Shu NJ 250
Kan, Kanmon 貫, 貫文 J,1 1000
Bu 2
1000
Koban 小判 1,5 4000
Ryou 3
4000
Ooban 大判 1,5 40000
  • Alcune monete hanno il medesimo valore perché usate in tempi diversi. Inoltre spesso il valore non era conservato. Il koban valeva inizialmente 1 ryou perché fatto con un ryou di oro. Tuttavia nel tempo diminuì la quantità di oro usata per produrlo e quindi il valore reale si discostò dal valore nominale (equivale ad un moderno taglio del costo del denaro, poiché a fronte della stessa quantità di oro potevo produrre più denaro, più koban ad esempio… ma ciò significa che il denaro valeva difatti meno di prima e quindi i prezzi erano destinati a crescere… e con essi l’inflazione).
  • Molte di queste monete erano legate a unità di peso, perché, inizialmente almeno, equivalenti al valore del materiale di cui erano fatte. Il loro nome completo, difatti, è dato dall’unità di peso seguita dal kanji 銭 (forma antica 錢) zeni/sen, che significa denaro/moneta. Lo stesso kanji fu usato equivalentemente per indicare il 文 mon, anzi, il 文銭 monzen (quindi era solo un nome alternativo) e in seguito, quando fu introdotto lo 円 (en) yen, fu usato per indicare i centesimi di yen.
  • Il mon curiosamente faceva eccezione alla regola che voleva il kanji legato ad unità di peso. Il suo nome deriva da 文様 mon’you (disegno, pattern), poiché le monete erano cerchietti di metallo “decorati” (il mon era in rame o ferro a seconda dell’epoca). Per darvi un’idea del suo valore, una scodella di soba (un tipo di pasta), nel periodo Edo (ca. 1600-1800) valeva 16 mon. Per circa 200 anni il prezzo restò invariato, tanto che dal prezzo derivò il nome del tipo di soba in questione (ne abbiamo parlato nell’articolo sul folklore giapponese Akarinashi soba).
  • Il mon fu usato anche come unità di lunghezza… per le scarpe (valeva circa 2,4 cm). Questo perché per misurare la lunghezza della calzatura di usavano una serie di monete messe in fila (la precisione arrivava al mezzo mon, detto 半文 hanmon, che però non era una moneta, ma solo 1,2 cm).
  • La pronuncia del kanji di yen, 円 (forma antica 圓), è en, perché la parola yen è dovuta ad una errata trascrizione della sua pronuncia (la pronuncia era “en”, ma trascritto in katakana era ヱン, si usava cioè un kana ormai obsoleto, ヱ, e questo fu trascritto “ye” da Hepburn quando inventò il metodo di trascrizione “Hepburn”).

~Altre unità di misura ~

Oltre allo shakkanhou e al sistema metrico, altre unità di misura sono comunemente usate in Giappone. Una comune è il pollice (インチ, dall’inglese INCH), usato per i seguenti scopi/campi:

  • misura delle ruote di bicicletta;
  • nel settore informatico per la misura di parti, connettori e semiconduttori;
  • insieme ai piedi per la larghezza e lunghezza di nastri magnetici
  • misura degli schermi televisivi. Tuttavia attualmente si usa la parola (“-gata”) quindi una televisione 17 pollici ora è descritta come 17;
  • misura delle stampe fotografiche

Tuttavia non è certo l’unica unità di misura straniera, visto che la maggior parte delle unità di misura usate anche da noi è oggi usata anche in giappone. Normalmente le si scrive in katakana, ma in effetti, essendo state introdotte da tempo, ciascuna possiede anche un suo kanji. Ad esempio il litro corrisponde al kanji 立, il metro a 米, il millimetro a 粍, ecc.

Qualche nota in chiusura:

  • ho riportato il livello del Kanji così potete confrontare, con le liste dei kanji per anno scolastico, il significato usuale del dato kanji.
  • Inoltre, trovo che i kanji utilizzati per le unità di misura siano per lo più abbastanza semplici (anche se si tratta di kanji non kyouiku o non jouyou).
  • I kanji non jouyou sono tali perché non sono molto frequenti e se un kanji, nonostante la sua semplicità, appare tra i non-jouyou, può essere che ciò sia dovuto al fatto che quell’unità di misura non è più utilizzata… anche se è bene ricordare che la maggior parte dei kanji legati ad unità di misura sono usati anche con altri significati.
  • Questo fatto, così come la semplicità di certi kanji usati per le unità, trovano di certo una spiegazione a livello etimologico (per farvi un esempio, non ha senso che il kanji di “mollusco/frutto di mare”, 貝, usato come radicale significhi “denaro” a meno che sappiate che in antichità le conchiglie erano usate come moneta). Purtroppo andrebbe condotta un’analisi kanji per kanji. La semplicità dei kanji usati per alcune unità di misura, però, sta anche nel fatto che alcuni kanji sono “kokuji”, kanji appositamente creati in Giappone (creando a tavolino qualcosa si cerca sempre la semplicità, è l’evoluzione che porta complessità).
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3 pensieri su “Le unità di misura giapponesi

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