Quando usare “wa” con termini che non sono già stati citati?Una buona risposta è “Quando sono concetti generici e/o noti a tutti”.
inu ga taishita supiido de hashitte iru = un cane sta correndo a gran velocità
è una pura descrizione della situazione/di una scena, il cane a cui mi riferisco è un cane preciso, quello che vedo in questo momento. Invece la frase…
inu wa taishita supiido de hashiru = i cani corrono a gran velocità
è una frase che considera “i cani in generale”.
Una frase che generalizza o astrae usa la particella “wa” invece di “ga” …anche se prima nessuno aveva parlato di cani e quindi pensiamo che “i cani” non possano essere il tema della frase: d’altronde non sono già stati citati. Eppure sono il tema della frase perché generalizzando non mi riferisco a un cane in particolare, Fido, Bubu, Ringhio…, ma al “concetto di cane”, che è un concetto ben noto a tutti.

Poniamo che io stia parlando, per esempio, con un certo Giacomo. Giacomo può conoscere, oppure no, il cane di Antonio di cui gli voglio parlare. Oppure posso descrivergli una scena che vedo, in cui c’è “un cane” che corre (e lui potrebbe o no conoscere questo cane). In questi casi il termine “inu” (cane) sarà seguito da “ga”.
Se però dico a Giacomo “il cane è il miglior amico dell’uomo” lui ha subito in mente “il concetto-cane”. Per questo se intendo “cane” in senso generico posso usare “wa” tematico: visto che Giacomo lo ha già in mente come “concetto-cane” posso considerarlo implicitamente tema nel discorso (è qualcosa che non devo introdurre nel discorso come nuova informazione perché Giacomo, anzi, chiunque conosce già questo concetto).

Posso fare lo stesso discorso per “io”, “tu”, “noi”… Quando dico “io” o “tu” uso quasi sempre “wa” perché “io” e “tu” sono termini impliciti nel mio dialogo con l’altra persona, sono termini che non hanno bisogno di “essere introdotti”.
L’idea del “qualcosa noto a tutti” non si applica solo ai concetti generici. Se cito Obama o il film Matrix posso usare direttamente “wa” perché sono sicuramente noti a tutti (o almeno posso presumere che siano noti alla persona con cui parlo).

Lo stesso vale se parlo a Giacomo del nostro comune amico Marco. Non tutti conoscono il mio amico Marco, è vero, ma Giacomo lo conosce e se parlo proprio con Giacomo, tanto mi basta.
Quindi se devo dire a Giacomo, di punto in bianco: “Marco è partito. Lo sapevi?” dirò “Maruko wa shuppatsu shita. Shitte ita ka?”

Bisogna fare un ultimo distinguo… nel caso in cui abbia
ano inu wa taishita supiido de hashitte imasu ne
…in questo caso sto descrivendo una scena, sì, ma per la precisione sto dicendo qualcosa a proposito di un cane che sia io che la persona che mi ascolta stiamo guardando (o perlomeno lo abbiamo entrambi presente come un cane ben preciso). Se il soggetto, il cane in questione, è noto a me e a chi ascolta (come Marco o Obama) o anche se non è “noto” (p.e. io e la persona vicino a me con cui parlo non sappiamo bene come si chiama quel cane, né di chi è), ma risulta visibile a entrambi, allora WA è la particella che uso di solito (come si vede nell’esempio sopra).

31 thoughts on “N5 in sintesi – Arimasu/imasu: “trovarsi in un luogo” e avere

  1. Posso solo dire con sollievo che ho trovato qualcuno che sa realmente di cosa sta parlando! Lei sicuramente sa come portare un problema alla luce e renderlo importante. Altre persone hanno bisogno di leggere questo e capire questo lato della storia.

  2. Ciao! Ti segnalo quella che mi è sembrata una piccola svista. Nel post c’è la frase:
    (i) inu wa imasu = “il gatto? (Quello) C’è” o solo “il gatto c’è…” (ma manca, o ancora non vedo, l’altro animale di cui parlavamo)

    Non dovrebbe essere neko invece che inu?
    Ciao

  3. Certo, purtroppo mi capita spesso… cambio idea sulla frase da scrivere e poi non rileggo… specie post così dannatamente lunghi! ^^;;;

    Grazie della segnalazione, invece di neko ho riportato tutto su inu, per restare in linea con gli altri esempi

  4. Ciao, complimenti per il sito e per le tue magnifiche spiegazioni. Seguo da un pò con molto interesse quello che scrivi. Avrei un dubbio che ora ti espongo.

    “yuuki wa watashi ni nai-n-da! che suona come “Il coraggio io non ce l’ho!” cioè il coraggio è molto probabilmente tema, ma potrebbe creare un contrasto con qualcuno presente nel resto del discorso, mentre il resto è una nuova informazione: “io non ce l’ho”. Anche in italiano questa frase ci dice che le possibilità sono due… o “io non ce l’ho” perché ce l’ha qualcun altro, oppure “la cosa di cui parli, io non ce l’ho”, punto e basta. Nel primo caso ho un contrasto, nel secondo ho un semplice tema”

    Comincio a capire la differenza fra GA e WA ma ho ancora pò di difficoltà con il WA usato come contrasto. Potrei chiederti degli esempi concreti? Mi sono creato delle frasi in testa ma non so se sia corretto il modo di ragionare.

    “Yuuki wa watashi ni nai-n-da!” con “il coraggio” come tema, magari qualcuno ha detto riguardo a qualcos’altro “Eh…ci vuole coraggio” e allora nella risposta “il coraggio” diventa tema. Oppure: “Hai il coraggio?” e nella risposta “il coraggio” può diventare tema.

    Ma per il contrasto? Può essere che qualcuno abbia detto “Paolo ha il coraggio” o “Paolo è coraggioso” e a questo punto nella frase d’esempio “yuuki wa” crea contrasto. Ma non lo capisco bene, perchè mi verrebbe da pensare che il contrasto si creerebbe con “Whatashi wa” dato che rispetto a “Paolo” sono “io” che non ho il coraggio.
    Scusami se magari non mi sono espresso benissimo.

  5. Leggendo la pagina ” L’uso di “wa e ga”: i casi più comuni” ho pensato nuovamente a delle frasi e situazioni che possano aiutarmi a capire meglio gli esempi:

    1) kyoushitsu ni seito ga imasu: magari caminando per il corridoio, passando davanti all’aula (durante l’orario scolastico) mentre parlo di altro uso questa frase per descrivere lo stato dell’aula “uhm…ci sono degli studenti nell’aula”. Oppure aspetto qualcuno (con cui non ho ancora parlato di studenti o aula e che ha appena girato l’angolo) per entrare nell’aula e quando costui arriva lo informo che “kyoushitsu ni seito ga imasu” cioè “In classe ci sono degli studenti”;

    2) a! kyoushitsu ni seito ga imasu: sto entrando in classe convinto che non ci sia nessuno ma vedo degli studenti che non mi aspettavo di trovare la e quindi esclamo la frase d’esempio. Oppure mi trovo sull’uscio della porta fuori dall’aula mentre parlo con qualcuno, pensando che la classe sia vuota ma vedo passare qualcuno all’interno e quindi esclamo di colpo “a! kyoushitsu ni seito ga imasu”;

    3) kyoushitsu ni wa seito ga imasu: una persona mi chiede se c’è qualcuno nell’aula e io rispondo con la frase d’esempio (kyoushitsu ni wa diventa tema), oppure si parla in generale dell’aula, si dice che è grande, o che è stata appena pulita e per ultimo aggiungo l’informazione “kyoushitsu ni wa seito ga imasu” (con kyoushitsu ni wa che è sempre tema).
    Se magari qualcuno dice “In quest’aula non c’è nessuno” oppure “In giardino non c’è nessuno” e rispondo “kyoushitsu ni wa seito ga imasu” creo un contrasto con la classe di cui si parlava prima e il giardino e nonostante nessuno avesse parlato dell’ultima classe (quindi non potrebbe essere tema) si utilizza “KYOUSHITSU NI WA seito ga imasu” (INVECE IN QUESTA CLASSE ci sono gli/degli studenti);

    4) seito wa kyoushitsu ni imasu: qualcuno chiede “dove sono gli studenti?” quindi nella risposta “seito wa” diventa tema.
    E se volessimo vedere “seito wa” come contrasto? Una frase che mi è venuta in mente è “non ci sono insegnanti insegnanti in classe” oppure potrebbe chiedere “ci sono insegnanti in classe?” e quindi la risposta “seito wa kyoushitsu ni imasu” creerebbe contrasto, ma non sono sicuro!

    Per quanto riguarda la frase 5 e 6 devo dire che ho ancora difficoltà a comprendere il doppio WA contrastivo. Potresti farmi un esempio?

    Scusa il poema!

  6. Purtroppo sebbene tu abbia fatto una buona traduzione della frase, hai un po’ di confusione in testa sul tema, come dici, e si vede nella continuazione del tuo discorso.
    Due fatti importanti da tenere a mente.
    – Spesso non c’è una vera distinzione tra wa tematico e wa contrastivo. Si tratta comunque di un’unica particella che può avere più o meno carattere di contrasto.
    – Se hai più d’un wa (yuuki wa watashi ni wa nai n-da) solo il primo wa può essere tematico, i successivi wa possono essere solo contrastivi; ciò significa quindi che il primo wa può essere tematico o contrastivo, non lo sappiamo senza un contesto.

    In “yuuki wa watashi ni nai n-da” hai un solo wa. Può essere tematico o contrastivo. A senso, così, fuori contesto, sarà tematico. Stiamo parlando del coraggio e io dico: “Il coraggio, io non ce l’ho!”.
    Una buona traduzione se il wa fosse contrastivo sarebbe “Il coraggio, quello mi manca!” (a lasciare a intendere che altre cose invece le ho).

    In nessuna delle due frasi però ho un “wa” dopo “watashi ni”, quindi non c’è un contrasto lì con altre persone.

    Come detto, quando ho un solo wa non posso sapere se sia contrasto o no, a meno di spiegare il contesto.

    Per esempio degli occidentali che sanno poco di Giappone parlano di sushi e uno dice
    sushi wa tabeta koto aru = Il sushi, mi è capitato di mangiarlo
    Qui il wa è tematico.

    Una nonna ha portato in tavola sushi e verdura. Si allontana, poi torna e chiede al nipotino:
    sushi mo yasai mo chanto tabeta?
    hai mangiato da bravo sia il sushi sia la verdura?
    Risposta: sushi wa tabeta = Il sushi l’ho mangiato. (lascia intendere un “della verdura non parlo, ma il sushi l’ho mangiato”)

    Quando un wa esprime sicuramente un contrasto? Quando è il secondo wa che compare in una frase!
    yuuki wa watashi ni wa nai n-da!
    Il coraggio io non ce l’ho (mentre qualcun altro, tu, l’altra persona di cui parlavamo, chiunque altro, invece ce l’ha).

    Il coraggio può essere tema o contrasto (diciamo sia tema), mentre “io” può essere solo contrasto, perché è indicato dal secondo wa della frase.

    Gli wa contrastivi possono essere pure di più (di norma max tre):
    watashi wa ano mise de wa sakana wa kawanai. Shinsen janai n-da.
    Dato che di norma il watashi wa si sottintende, se lo espliciti è contrastivo, perlomeno in parte (ti dicevo che spesso è questione di sfumatura tra tema e contrasto… conta anche il tono di voce).
    “ano mise de wa” e “sakana wa” sono il secondo e terzo wa quindi sono sicuramente dei contrasti.
    Dunque è come dire:
    Io, in quel negozio, il pesce, non lo compro.
    cioè
    Io, non so tu, in quel negozio perlomeno (altrove sì), il pesce, non lo compro (se vuoi comprare altre cose, ok).

    Spero che con questo “minicorso” ti sia ora più chiara la differenza tra wa tematico e contrastivo.

  7. Da 1 a 4 hai riassunto bene, direi.

    Nel punto 4 se vuoi contrastare gli studenti, lo farai con l’insegnante.
    sensei wa kyoushitsi ni imasen.
    seito wa (kyoushitsu ni) imasu (yo/kedo…).

    Puoi pensare a queste frasi come se fossero delle risposte a delle domande che non abbiamo scritto. Pensa poi a wa come a un punto di domanda

    Caso 1

    A: Gli studenti? (Seito wa?)
    B: Uhm? Gli studenti? Ci sono. = Gli studenti (? = wa) ci sono.

    Qui nella risposta di B “gli studenti” può essere tema o contrasto a seconda del contesto (e del tono di voce)… magari chi risponde intende che “Gli studenti, sì, ci sono, tranquillo… Non vedo però l’insegnante…”. Di solito questo si rende scrivendo “Seito wa, imasu kedo…” (nota la virgola che indica una pausa).

    Caso 2

    A: L’insegnante? (Sensei wa?)
    B: … Gli studenti? ci sono. = Gli studenti (? = wa) ci sono.

    In questo secondo caso nella risposta di B “Gli studenti” può essere solo contrasto.

  8. Sei stato un grande! Con l’esempio di “watashi wa ano mise de wa sakana wa kawanai.” ho visto una luce in fondo al tunnel!

    Ho pensato a un esempio in cui nella frase “yuuki wa watashi ni wa nai n-da!” anche “yuuki wa” potrebbe creare contrasto: magari qualcuno (o io stesso) ha detto “Paolo ha forza e coraggio” ed io rispondo (o continuo la frase) “yuuki wa watashi ni wa nai n-da!” (a me invece il coraggio manca, io invece il coraggio non ce l’ho) come per intendere che rispetto a Paolo il coraggio non ce l’ho ma la forza si.

    Sbaglio qualcosa? Scusa ancora se sfido la tua pazienza!

  9. Grazie per la risposta! Credo di aver capito!
    Anche perché forse al punto 4 ho fatto un errore: se qualcuno chiede “ci sono gli i segnanti in classe” o “gli insegnanti sono in classe?” rispondendo che “gli alunni sono in classe” dovrei usare “seito GA” visto che sto dando una informazione nuova (A: c’è xxx wa? B: no, c’è yyy ga).

    Mentre se qualcuno chiedesse “gli alunni e gli insegnanti sono in classe?” Allora “seito wa kyoushitsu ni imasu” (gli alunni ci sono, ok, gli insegnanti o non ci sono o non li vedo o non so”.
    Spero di aver più o meno capito. È un argomento davvero filosofico più che grammaticale.

  10. Ciao! Non mi è chiaro l’utilizzo di imasu quando si parla di essere in un posto. Mi spiego meglio. Per dire, ad esempio, “domani alle 2 circa dove sarai?” il libro propone la frase “ashita no niji goro doko ni imasu ka.”, non capisco però che differenza c’è con “…doko desu ka.” (e ne approfitto anche per chiedere perché in un caso la particella ni è presente e nell’altro no). Analogamente per la frase “kichijouji niwa, itsumo hito ga takusan imasu.” non capisco quale differenza c’è con “… takusan desu.”.

Fatti sentire!

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