Gli aggettivi in -i e gli aggettivi in -na

Agli aggettivi ho dedicato due lezioni nel corso “non in sintesi”, quello che trovate a questo indirizzo (con vari argomenti grammaticali trattati in modo ampio e completo). Tuttavia ho pensato potesse essere utile un ripasso per vedere le principali forme, invece di una semplice lezione sul passato, come programmavo di fare.

aoi hana

Come distinguere gli aggettivi e cosa hanno in comune

Sembra fin troppo ovvio dire che gli aggettivi in -i finiscono in -i, quelli in -na finiscono in na. Come vedremo, però, non sempre il “na” è presente (è una “particella”, non è parte dell’aggettivo) così posso incorrere in dei “tranelli” e finire per credere magari che kirei e kirai siano aggettivi in -i.

Che “aspetto” hanno gli aggettivi?

Gli aggettivi in -i (イ形容詞 i-keiyoushi o solo 形容詞 keiyoushi)

Con gli aggettivi in -i, il kana い di norma è l’unico okurigana. Ad esempio se ho mijikai so che い è l’unico okurigana, quindi scrivo 短い (e deduco mijika è la pronuncia del kanji).
Nell’immagine a inizio post avete l’aggettivo aoi, blu, scritto in kanji e kana: verificate da soli quanto detto, controllando cosa va in kanji e cosa è in kana.

Purtroppo però questa “regola” non è sempre vera. Gli aggettivi che terminano in -shii ad esempio hanno okurigana しい (e sono quasi sempre aggettivi di emozione), inoltre esistono alcuni aggettivi tipo 温かい atatakai o 柔らかい yawarakai che hanno okurigana più lungo.
Questi aggettivi però si possono considerare un’eccezione!
Il fatto è che esistono anche le forme in -na di questi stessi aggettivi, 温かな atataka na e 柔らかな yawaraka na (tenete presente che -ka, -raka e -yaka sono tipici esempi di okurigana propri degli aggettivi in -na). “Passando dall’aggettivo in -i a quello in -na” o viceversa, si mantengono fissi gli okurigana, così posso dire che il kanji non varia la propria pronuncia e non rischio di fare confusione… ci sono infatti dei casi che altrimenti ci trarrebbero in inganno. Ad esempio ho 安い yasui e 安らかな yasuraka na. Se al kanji “fosse permesso” di cambiare pronuncia “inglobando l’okurigana” per tenere il kana “i” come unico okurigana dell’aggettivo, allora mi chiederei se 安い debba essere letto yasui o yasurakai, no? Invece so che va letto yasui perché la pronuncia di un kanji oggigiorno è mantenuta il più possibile invariata nelle pronunce più simili tra loro.

Essendo questa la situazione è molto raro confondere aggettivi in -i e in -na. Le uniche eccezioni sono forse gli aggettivi きれい e 嫌い (kirai). Il primo è scritto perlopiù in kana, ma in effetti è 綺麗/奇麗+な. Il secondo ha questo aspetto, con l’okurigana “i”, ma è anch’esso un aggettivo in -na. Quella -i è lì perché l’etimologia di questo aggettivo e la ren’youkei del verbo 嫌う kirau.

Gli aggettivi in -na (ナ形容詞 na-keiyoushi o 形容動詞 keiyoudoushi)

Di solito non hanno okurigana (a parte “na”, che però va considerato una forma del verbo essere e quindi non è parte dell’aggettivo e non va “incluso” nell’okurigana), ma capita di trovare delle desinenze in kana abbastanza ricorrenti, come le citate -ka, -raka e -yaka… e poi ovviamente ci sono le eccezioni citate poche righe fa, es. 嫌いな kirai na, e altri casi “particolari”, come 好きな suki na (anche questo ha un okurigana particolare perché deriva da un verbo: 好く).

Passate a pagina 2 per vedere come si usano gli aggettivi in -i in giapponese, mentre nella terza e ultima pagina vedremo gli aggettivi in na.

4 thoughts on “N5 in sintesi – Ripasso sugli aggettivi

  1. Grande pagina…una sintesi che mi è servita a capire meglio le lezioni allargate sulle quali mi ci sto frantumando e che adesso sono più chiare dopo avere letto “il ripasso”.

    1. Mi fa piacere sia servita ^_^ Sì le lezioni qui sono di tanto tempo fa e al tempo non avevo il dono della sintesi… quando uscirà il mio libro, potrai trovare la versione definitiva (più chiara e sintetica) se vorrai 😉

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