2. Pronunce e “tsu piccolo”

A) Consonanti all’inglese, vocali italiane; la “u” spesso muta, la “i” un po’ meno

Le espressioni viste nel post precedente (わたしです/ぼくです) si pronunciano:

watasci des. / boku des.

Le trascrizioni di certe consonanti come SH, vista qui, o CH sono assai facili da pronunciare se conoscete un minimo d’inglese… Cercando esempi noti a tutti gli italiani, credo, ho pensato di proporvi questi:

  • SH si legge come in shampoo,
  • CH si legge come in chat,
  • TS si trova in つ , lo TSU di tsunami.

Attenzione poi al fatto che il simbolo dell’hiragana ち si trascrive CHI, ma si legge “ci”, mentre ぎ , trascritto GI, si legge “ghi” (per il suono dolce c’è JI, che come potete intuire si legge “gi”). La W (di wa e wo) si legge come in Hawaii, ma non se seguita da “o” (“wo” si legge solo “o”). Per il resto nessuna consonante vi stupirà troppo…

Consonanti lette in modo lievemente diverso sono la F, che va letta senza appoggiare i denti superiori al labbro inferiore e buttando fuori l’aria, come con le H. Poi abbiamo la famosa R giapponese (detta monovibrante) che è una cosa a metà strada tra R e L (e D, dicono alcuni, specie se segue la N). Infine possiamo dire che la S è sempre sorda (come la S di “superiore”, ben diversa da quella di “rasoio”), mentre la Z è sempre sonora (come in “azzurro” o “lazo”, non come in “razzolare” o “fazzoletto”, dove è sorda… se non siete calabresi, credo che in certe zone al sud la pronuncia vari^^).

Le vocali, come detto, sono lette come in italiano. Ma  delle piccole accortezze sono necessarie:

  • E e O sono chiuse,
  • la U e la I tra due consonanti sorde (K, S, SH, T, CH, TS, H, F e P) o dopo una fricativa (H, S e Z) sono semi-mute. Si sentono poco o per niente a seconda della parole… e man mano che imparerete e sentirete nuovi vocaboli, imparerete a pronunciarle. (Vd. oltre per un approfondimento)
  • la U a fine parola (preceduta dalle consonanti elencate) non si sente, a prescindere da cosa la segua (です (desu) → des- e ですが (desu ga) → des-ga, anche se G non è tra le consonanti elencate, essendo sonora). Con desu e masu la u sparisce del tutto, ma con le altri consonanti elencate, a parte la S, risulta solo smorzata, proprio come al punto precedente (iku non si legge ik-). Con consonanti non comprese nell’elenco fatto, la U si sente (maru non si legge mar-), anche se non è mai la “nostra U”, è sempre più lieve… salvo che nei casi in cui la sia accentata o lunga (e le vocali lunghe sono quasi sempre accentate): con vocale accentate e/o lunghe anche la U e la i sono chiaramente pronunciate.
  • Per la i vale il discorso fatto per la u, ma non scompare del tutto se è alla fine… “ashi” non si legge mai “ash-“: la i può essere leggera (se non è accentata* o lunga), ma c’è. *(Ad esempio “watashi” ha l’accento sulla “i”; idem per hiiro, dall’inglese “hero”, che avendo una i lunga ci obbliga a pronunciarla e accentarla).
    Tuttavia praticamente scompare tra consonanti sorde… ma anche qui, a seconda dei casi: in ashita non si sente affatto, per contro, in altre parole sarà più udibile.

Detto così sembra un delirio!

Vero. Ma se avete studiato l’hiragana noterete che le consonanti sorde citate sono quelle che hanno una possibile “controparte sonora”, ovvero quelle per cui si può scrivere lo stesso kana, ma con i trattini del nigori che ne cambiano la pronuncia. KA か –> が GA …dal che ricordo facilmente che K è sorda e quindi una U compresa tra un K e, p.e., una TS sarà “smorzata”, come avviene in “kutsu”, scarpa/e. Non posso certo leggere “kts”, la U sarà presente, ma sarà “debole”, strozzata. In “shukudai”, compiti a casa, non leggerò granché la prima U (ma leggerò la seconda, perché seguita da una D).

Poi una cosa è la teoria, un’altra la pratica. Si deve ascoltare molto… non è che in hissho (segretaria) non leggo la i (hssho?!): questi “smorzamenti” di I e U sono “agevolazioni” (per un giapponese, ovvio) nella pronuncia delle parole, non devono rendere impossibile leggerla^^ In particolare certe combinazioni sono “favorite”: è assai raro sentire una I se segue SH e dopo ha una consonante sorda. P.e. しつれい, scortesia, si legge sh-tsuree, ma nel suo sinonimo, しっけい , letto sh(i)kkee, la “i” è già più udibile. In “ashita” (domani) la “i” scompare e lo stesso dicasi per “deshita” (è stato). Queste parole, poi, che si leggono àshta e deshtà, mi ricordano di dirvi che gli accenti sono un altro grosso tema che si può affrontare solo grazie a molto ascolto: la teoria è inutilmente complicata e sui vocabolari non trovate segni grafici a indicare gli accenti. Perché わたし watashi, se è da solo, va letto “watashì“, ma se è seguito da qualcosa, p.e. ho “watashi desu”, diventa “watàsh(i) des-“…? Dovrete tenervi il dubbio e colmarlo ascoltando il più possibile (corsi, video su youtube – ma eviterei le canzoni – , programmi tv, anime o drama… quello che volete, ma ascoltate, ascoltate, ascoltate).

B) しれい   vs  しけい

Si nota che il secondo è più piccolo, sì? Ricordate come ho trascritto queste parole? Esatto, shitsurei e shikkei. Uno “tsu piccolo” serve a raddoppiare la consonante che segue! P.e. provate a leggere qui: ちょっとまって , まいった , しっとしちゃった …poi selezionate le lettere bianche qui di seguito: chotto matte , maitta, shitto shichatta …per scoprire se avete letto bene. ^_^

Con la prossima lezione riprendiamo la grammatica “per frasi” e cerchiamo di capire perché shitsurei si legge sh-tsuree.

Come sempre, se ci sono domande, commenti, critiche, deliri da ubriachi… qualsiasi cosa, sarei felice se condivideste tutto qui di seguito, tra i commenti ^_^

41 pensieri su “2. Pronunce e “tsu piccolo”

  1. Ho appena finito di studiare tutto l’hiragana e ora sto leggendo le favole per imparare meglio la pronuncia e leggere velocemente, perciò questo post mi è veramente molto utile, è anche chiaro! Grazie!

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    • No, la U è sempre pronunciata lievemente (a meno che sia lunga, allora si sente benissimo), ok, ma non è che sparisca del tutto.
      Sparisce quasi del tutto solo a fine parola dopo una di quelle consonanti elencate
      ….la U e la I tra due consonanti sorde (K, S, SH, T, CH, TS, H, F e P) o dopo una fricativa (H, S e Z) sono semi-mute…..
      Per questo in desu e masu non si sente.
      Però a fine parola non conta cosa segue, per questo in “desu ga” o “desu node” che si pronunciano come parole uniche la “u” non si sente anche se dopo non ho una consonante sorda, ma G (sonora) e N (nasale) rispettivamente.
      La R è una consonante liquida, se non ricordo male, e non rientra tra quelle elencate… ma spesso sentirai comunque che la “u” sembra debole, non è certamente la U italiana.
      Altro esempio è “shitsurei”: la prima “i” non si sente quasi, la u si sente poco, la seconda “i” crea l’allungamento della “e” quindi sento una “e lunga” (e così stressata che sembra accentata) ed una “i” appena accennata alla fine.

      Purtroppo la pronuncia del giapponese va imparata con qualcuno che pronuncia per te le parole… e non posso da qui^^. L’unica alternativa che hai è guardare molti anime e drama… e ascoltare musica giapponese, che non fa mai male.
      (^_^)/°”

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  2. Ehi, tra voi ci sono anche io 🙂
    Seguo il sito da un bel pò… ma ora ci sono anche qui a commentare.
    Che soddisfazione riuscire a leggere quella frase alla fine dell’articolo e poi scoprire di averla letta giusta XD

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  3. Bè si, per il significato, avevo capito che era un pò sconnesso come ragionamento.
    Si può provare un attimo ad immaginare un ragazzo che mentre passeggia con la sua ragazza si ferma e dice” aspetta un attimo cara, accidenti, credo di essermi ingelosito”.. Apparte in quella circostanza che forse puòavere un senso … poi per il resto… però vuoi mettere la soddisfazione di leggere la frase in giapponese e scoprire poco per volta con i rulli di tamburi di averla pure letta bene? XD Sono cose importanti nella vita 😀

    Apparte tutto però, grazie del benvenuto 🙂

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  4. Credevo di essere a posto con lo studio dell’ hiragana, ma ho fatto i ripassi consigliati e onestamente il katakana lo rimando alla prossima volta. おやすみなさい ジュリアーノ

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  5. Ciaoo, io avrei una curiosità se posso..
    Dopo aver imparato tutto l’hiragana sto facendo un po’ di esercizi e mi è capitato di dover scrivere “tennou”, che io ho scritto a questo modo “てっのう”, tuttavia riscrivendolo al pc con l’IME per farmi una correzione mi è uscito questo “てんおう” perchè la doppia “n” diventa semplicemente “ん” e quindi sarebbe “nn o” anzichè “n no”, e insomma mi domandavo quale fosse il metodo corretto di scriverlo..

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  6. Complimenti per il blog e per le spiegazioni, sono molto chiare!! O^O
    Ti scrivo perchè volevo chiederti una cosa: lo tsu, se piccolo, come da lezione, serve per raddoppiare la consonante della sillaba a seguire, o se grande, si legge così normalmente; però, come mai i translators di queste scans hanno tradotto il piccolo tsu come delle ‘H’??
    A me sembra un piccolo tsu, e loro hanno tradotto rispettivamente con ‘Kukuh’ nella prima vignetta, e con ‘Tah’ nella seconda http://v103.violet.fastwebserver.de/series/Naruto/0315-004.png
    Non riesco a capirne il motivo :’)

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    • Nei fumetti (e per certi versi non solo lì) il “sokuon”, cioè lo “tsu piccolo” sta a indicare un suono che finisce in modo improvviso.
      あっ、ここにいたんだ!
      Ah! E’ qui che stavi! (E’ un’ora che ti cerco!)
      In genere puoi renderlo con il punto esclamativo o, più spesso, con un trattino a fine parola (es. Ah! o Ah- ).
      Lì hanno scelto quella resa, che in inglese può anche starci, per carità, ma se uno pensa al d’oh di Homer Simpson, all’effettiva resa di quella H finale (si butta fuori l’aria con forza improvvisa), non direi che sia una traduzione precisa. La traduzione è anche questione di resa però, per cui direi che ci sta.
      Va anche detto che quelle che hai letto sono precise onomatopee e quindi ok, ma nei manga a volte si tende a ignorare molte regole… a volte si usa sia il “sokuon” sia il nigori (le virgolettine in alto a destra rispetto a un kana) in modo abbastanza libero, quasi grafico.
      Potresti quindi trovare:
      ウオオオオオオオオオオオオッ (Uooooooo- )
      Ancora mi chiedo perché in quel manga, quel suono finisse in modo brusco…
      O ancora
      ア゛ア゛ア゛ア゛ア゛ア゛ア゛ア゛ア゛ア゛ア゛
      (A”A”A”A”A”A”A”A”A”A”A”A”)
      …io non ci rimuginerei troppo o, quando leggerai in giapponese, per ogni espressione ti troverai a chiederti il perché e il percome senza goderti il manga (cmq leggendo ti renderai conto gradualmente dell’uso che se ne fa) ^___^

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  7. riprendendo il discorso del manga… Molto spesso appare “DOOON”
    …ma che razza di onomatopea è? Nn ci somiglia affatto, a mio parere naturalmente
    …Un’altra cosa… perciò tsutsukakushi di dovrebbe leggere tsutsukakshi?

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    • Per quanto riguarda “doon”, se ci pensi il suono delle campane è proprio questo in italiano ed è un gran boato. I giapponesi lo associano a suoni leggermente diversi, ma le onomatopee come i gesti variano da lingua a lingua, è naturale… Perché i cani italiani fanno bau, quelli inglesi woof e quelli giapponesi wan?

      Tsutsukakushi (che per la cronaca è solo il cognome di un personaggio in Hentai ouiji to warawanai neko… non una parola) si pronuncia così come l’avrai sentito pronunciare nell’anime o come puoi sentire in qualche video su youtube… Con le U poco pronunciate, specie le prime due. La terza è più udibile perché in senso lato vi cade l’accento (è complesso parlare di accento in giapponese poiché il loro sistema è diverso). Quindi diciamo TS(u)TS(u)KAK(U)SHI.

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      • Grazie mille :3 sisi lo sapevo che era il nome della ragazza ma lo dicono velocissimo perciò volevo capire come si diceva xD.
        Complimenti per il sito/blog/bho è molto utile e te sei molto disponibile e simpatico/a (o almeno lo sembri da come scrivi, ma sicuramente lo sei u.u)
        🙂

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  8. Ciao, da tuo neo-studente ti faccio i complimenti per il sito, a mio parere il migliore in Italia… al mondo non so, ma chissà… 😉
    Rimanendo nel tema della lezione, volevo chiederti se è vero che lo tsu piccolo, oltre a raddoppiare la consonante seguente, allunga in qualche modo anche la vocale precedente. Ascoltando anime e canzoni spesso sento quella vocale più lunga, quasi doppia (ちょっとまって per esempio, sembra pronunciato chootto-maatte, con gli “accenti” sulla “o” e la “a”. Non sono proprio due “o” e due “a”, ma nemmeno una “o” e una “a” secche). Spero di essermi spiegato bene, un saluto.

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    • No, in realtà no. L’idea di raddoppio consonantico però è nostra, altre lingue, compreso il giapponese (ma forse per influenza dell’inglese), parlano di uno “stop”, una breve pausa.
      Non a caso esistono espressioni come あっ、… che non hanno ovviamente a che fare con il raddoppio della consonante conseguente, perché non ce n’è una, ma rappresentano la brusca interruzione del suono (anche di un suono lungo a volte!).
      In virtù di questa interruzione, forse alle tue orecchie il suono precedente resta un attimo lì nell’aria e ti pare lungo, ma non è così. Lo tsu piccolo è in effetti, almeno per definizione, l’opposto di un allungamento: è un troncamento.

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      • Velocissimo e chiarissimo. E ora che mi ci hai fatto pensare è proprio così…è uno stop che dà lo っ e ci fa credere che la vocale sia più lunga, ma è solo una sospensione che inganna l’orecchio (di un italiano per lo meno). ありがとうございます 🙂

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  9. Ciao Kaze, altra curiosità di pronuncia: la combinazione OU a fine parola è sempre da leggere come una O lunga con un accenno di U? Per intenderci, in verbi come o.u, totono.u, vale la “legge dell’allungamento vocalico” o quella U si “sente” separata dalla O?

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      • Grazie 🙂 Kanji differenti pronunce separate, kanji+kana allungamento di O e E. Te l’avevo chiesto perché ascoltando la pronuncia di o.u su Jisho, la U mi sembrava molto più che accennata, ma forse è solo il mio orecchio poco allenato.
        o-yasumi nasai

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        • Prima sono stato un po’ sbrigativo. In effetti non possiamo dire di avere ad esempio omoo (per omou).
          Devi tenere anche conto che se un giapponese prova a leggere chiaro qualcosa, scandendo le parole finisce per leggerti kirei con la “i” (ho un audiofile dove questa parola si ripete sempre con una chiara i).
          Non solo, a quanto mi ha detto un mio “senpai”/”sensei”, le parole con ou, kanji+kana, si leggono con la U chiara, solo che la mia esperienza mi dice che in una parlata naturale e quindi veloce la U in omou si sente, sì, ma non è scandita. Segue quella pronuncia che suggerisco: OMOOu.
          Viceversa con altre parole bisogna essere sinceri, capita di non cogliere per niente la U in un allungamento o la i dopo una E. Purtroppo la lingua è fatta a modo suo e in più la gente pronuncia come vuole… Quante volte avrai sentito una chiarissima R tutt’altro che monovibrante? Pensa a uno yakuza che dice “korrrra!” …le regole sono solo un nostro tentativo di portare ordine nel caos e sono un po’ come le regole dell’aerodinamica che impedirebbero al bombo di volare… Ma lui non le conosce e così vola lo stesso (XD)

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  10. eheheh, bello l’esempio del bombo!! Comunque ora è tutto più chiaro, grazie delle delucidazioni. Lo stesso vale per qualsiasi lingua, penso, se uno si mette a scandire darà un risultato diverso rispetto alla parlata normale. Poi in diversi anime mi è capitato di sentire R che farebbero invidia a un italiano, allungamenti vocalici infiniti e altre stranezze, ma non ci avevo mai fatto veramente caso finché non ho iniziato a studiare e ora mi prendono i dubbi…chi sta sbagliando? Il doppiatore? Sono io che non capisco? Perché nel vocabolario viene pronunciato così e poi me lo ritrovo cosà? Semplicemente perché è una lingua e come tale è varia e ognuno la piega alle proprie leggi…non il massimo per la comprensione immediata ma ci si farà l’abitudine.
    Mata ne!

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    • Direi ce lo è nella misura in cui lo usano davvero gli utenti… Purtroppo però all’azienda avranno pensato, a ragione, che la gente userà il sito solo se lo vede “popolato” da altri utenti, quindi deve aver messo inizialmente false pronunce sperando che gli utenti facciano il resto.
      C’è da fare attenzione a:
      – non ascoltare pronunce cinesi della stessa parola
      – alla scrittura delle parole in roomaji (perché potrebbero non averle aggiunte dei giapponesi, ma solo lette)… Ho trovato questa che in effetti dovrebbe essere bousouzoku
      http://it.forvo.com/word/bosozuku/
      – al fatto che alcune voci sembrano sintetizzate o “assemblate”:
      molion ad esempio pronuncia sempre la “i” in katei… non è inconcepibile, ma è un primo indizio
      http://it.forvo.com/user/molio/
      …poi la senti qui e capisci -__-”
      http://it.forvo.com/word/uchi_ni_hairimasu/

      Cerca di sentire se c’è rumore di fondo e/o “l’attacco” del registratore (se ci sono vai tranquilla).

      Nella pagina che mi hai dato, molio è chiaramente finta, altre sembrano la stessa registrazione con pitch diversi. Gordon è certamente vero.
      Tra le pronunce cinesi hai la riprova che certe sono smaccatamente finte! Senti quella in cantonese, ad esempio, che è sfacciata, oserei dire.

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  11. Ho sto dubbio da un po’!

    Partendo dal presupposto che la ん raddoppi la な行, visto che esiste e non serve usare lo つ, come in こんにちは/どんな e così via, tempo fa cercando kanji m’è capitata l’immagine di un menù con su scritto 日本のランチ, quindi in casi come questo “raddoppia” o si ripete la seconda n Hon-No?
    Per spiegarmi meglio: come noi leggeremmo “ora arrivo”, non raddoppiamo la a ma la ripetiamo (quanto meno “riaccentando” per far capire che son separate).
    Grazie! ^_^

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    • Per capire questo punto bisogna guardare all’origine e alla pronuncia delle parole.
      konnichiwa, almeno nella scrittura moderna, è dato in effetti da due kanji, si può scrivere infatti 今日は (non si fa mai se è un saluto, ma la sua origine è questa).
      Il primo di questi kanji è letto kon, il secondo nichi …quindi la N di kon non raddoppia la N di nichi.
      Semplicemente abbiamo due kanji accostati con quelle pronunce.
      Il caso di “nihon no” è simile, anche se non c’è un secondo kanji ma un kana. È ancor più “eclatante” però perché nihon e no sono due parole diverse a guardare il dizionario (anche se alcuni testi le scrivono insieme come se “no” fosse una desinenza).

      Non considero questi casi raddoppi, comunque, perché a differenza di un raddoppio con tsu piccolo, si può trovare una N consonante a fine parola.
      Es. posso scrivere にほん nihoN o にっさん nissaN ma non c’è parola che finisca con にっ ni(+tsupiccolo).

      Il discorso cambia invece se effettivamente il suono N o M “si rafforza”. Ciò succede a volte perché la parola è proprio così
      真ん中 mannaka
      …è fatta da un kanji che leggo “ma” e da uno che leggo “naka”, quindi “mannaka” ha un rafforzamento della N e quindi un vero raddoppio.
      NB Cfr. per l’uso di tsu: 真っ白 masshiro、真っ黒 makkuro、真っ二つ mapputatsu
      A volte invece la stessa cosa succede nel linguaggio colloquiale proprio perché il termine è colloquiale e si vuole rendere il rafforzamento anche in modo “grafico”:
      あまり amari → あんまり anmari
      まま mama → まんま manma
      Cfr. per l’uso di tsu やはり→やっぱり
      Il caso di konna sonna anna donna …non è troppo diverso da quelli appena visti (ci sono kanji che si leggono ko, so, a… e quindi la N suona come rafforzamento, ma questi casi non sono più usati, si tira in ballo l’etimologia di queste parole… insomma, lasciamo stare, tanto di esempi ne abbiamo abbastanza).

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