Che significa divertirsi in Giappone?

Sono almeno tre le parole che vengono tradotte con “divertente” sui libri di testo e non è mai molto chiaro quale sia meglio usare, vero? Proviamo a confrontare allora tanoshii, omoshiroi e okashii, guardando anche alla loro (bellissima) origine, per capirle un po’ meglio.

1. 楽しい tanoshii

Una delle mie parole preferite, per il suo significato originale davvero splendido, è tanoshii. Tanoshii (divertente)/tanoshimu (divertirsi) deriva da tanoshimau. In kanji potremmo scrivere 手伸舞う ta-noshi-mau: stendere 伸 le mani 手 danzando 舞う.

Mau è un particolare tipo di danza, diversa da 踊り odori, con molti movimenti circolari, di cui abbiamo parlato quando abbiamo visto un’altra parola davvero splendida, maiochiru (che descrive come i petali cadano al suolo danzando).

Quando dite tanoshii dunque pensate a una persona che ruota su sé stessa con le braccia aperte… è felice da impazzire, piena di gioia di vivere… è o non è una parola bellissima?

tanoshimau v2-2

Chi ha studiato un po’ forse a questo punto avrà qualche dubbio… Per esempio sui kanji visti sopra. Sì, 手 si legge di norma te e 伸 è il kanji di nobasu, ma, di rado, si leggono ta e noshi (es. tadzuna, redini, noshi-bou, mattarello).

Non solo, qualcuno si chiederà del kanji di 楽しい, poiché la moderna scrittura di tanoshii vuole il kanji 楽. Nelle fonti più antiche disponibili questo kanji indicava un luogo, quindi la sua origine non è chiara, ma in fonti più recenti (comunque parliamo di oltre tre mila anni fa) questo kanji si legava all’idea di musica (e difatti oggi si ritrova nella parola musica, 音楽 ongaku). Inutile dire che ascoltare musica è divertente e per questo in epoche successive è stato associato all’idea di qualcosa di divertente, gioioso, l’opposto di un sentimento di oppressione, fastidio, stanchezza ecc. come si nota dall’altro aggettivo costruibile con questo kanji: 楽な raku na.

2. 面白い omoshiroi

La parola omoshiroi è tradotta spesso con divertente, ma vuol dire anche interessante. La sua origine è più discussa, ma molto probabilmente omo indica ciò che abbiamo davanti (es. omote, facciata), mentre shiroi, come il suo kanji, oltre a significare bianco indica qualcosa di chiaro, sia nel senso di luminoso, solare (cfr. hakujitsu, giorno con una luce intensa), sia nel senso di (reso) evidente (quindi non oscuro, ben compreso). Da queste due sfumature deriverebbero dunque i suoi due significati, divertente, da un lato (perché una persona solare è una persona divertente, no?), e interessante, dall’altro (perché qualcosa è interessante solo se l’ho capito, se è chiaro cosa si intende).

Omoshiroi eiga è dunque un film interessante e/o divertente. Tanoshii eiga è invece un film particolarmente godibile (che, nel senso stretto del termine tanoshii, ci riempie di gioia).

Cercando omoshiroi troviamo su google immagini esempi come quelli qui sopra… una battuta divertente a sinistra, mentre a destra vediamo la copertina di un libro sullo spazio che spiega quanto possa essere un argomento incredibilmente interessante.

3. 可笑しい okashiiokashii

I kanji di okashii sono quelli di possibilità e riso, quindi non stupisce che la possibilità di ridere richiami l’idea di divertente. Okashii però a volte si scrive anche con i kanji 可怪しい: per quanto di rado e contro quel che i vocabolari riportano, il loro uso si ritrova sia su internet che in letteratura.

Queste due scritture inquadrano bene il senso di okashii, divertente, sì, ma anche strano. Guardando all’origine (discussa) della parola scopriamo che ci sono “due diversi okashii” in letteratura. L’okashii che troviamo a partire dall’epoca Heian probabilmente deriva da をこ(痴)che significa stupido, sciocco: non è strano dunque che okashii sia tradotto con divertente, buffo… è qualcosa di così stupido che ci fa ridere!

Prima dell’epoca Heian si incontra però anche un diverso okashii, che ritroviamo anche nel Makurasoushi; nel suo uso più antico ha una diversa origine, viene da をく(招く)invitante, ammaliante, affascinante… E non è strana quindi la scelta del kanji 怪 che indica qualcosa di ammaliante, affascinante. Ma 怪 è anche il kanji di ayashii, strano, sospetto, e anche questo è un significato oggigiorno attribuito a okashii (o okashi na).

In questo senso okashii, incredibile ma vero, è simile e opposto ad omoshiroi al tempo stesso. Tutti e due attirano l’attenzione, ma omoshiroi richiede che ci sia comprensione per poter avere interesse, mentre okashii implica dubbio e una mancanza di comprensione! C’è insomma qualcosa che non torna (come nelle immagini sopra che invitano a “trovare l’errore”). Vediamo delle frasi d’esempio…

Sonna hanashi, okashii desho!? (detto con rabbia)
Una storia del genere, è strana/illogica/assurda (inaccettabile), ti pare?!

nee, nee, Takeshi ni omoshiroi hanashi wo kiita-nda kedo…
Ehi, ehi, sai, ho sentito da Takeshi una cosa interessante…

Non posso tradurre con divertente in tutti e due i casi? – dirà qualcuno. Sì, in teoria, ma in genere tutto sta al tono con cui si dice la parola e al contesto e io ho creato delle frasi in cui possiamo immaginare solo un particolare tono e contesto, per cui la traduzione data sembra più naturale.

waa, nante eiga datta! meccha okashikatta daro?!
Wow, che film! Era assurdo, vero?! (possiamo immaginare con certezza che sia detto ridendo)

nee, saikin, omoshiroi sensou eiga, deta no?
ehi, ultimamente sono usciti dei film di guerra interessanti?

…in quest’ultimo esempio omoshiroi non vuol dire divertenti, giusto? Ma se diciamo…

omoshiroku mo nai joudan
uno scherzo che non è nemmeno divertente

…è ovvio che qui vuol dire divertente (anche se la forma è negativa^^;; ).

Bene, direi che è tutto e spero sia ora finalmente chiara la differenza tra i tre modi di dire divertente… che certo, a volte potete scambiare tranquillamente: per esempio se andate a vedere un bel film, anche se demenziale, e vi godete la serata… be’ usate qualunque dei tre per descrivere il film. Tenete però presente che se era il vostro primo appuntamento con una persona e vi si chiede come è stata la serata… be’, ciascuno aggettivo porta con sé una sfumatura diversa, da “aspetto con ansia il secondo appuntamento” a “ti prego non cercarmi mai più, voglio solo dimenticare questa serata”.

Alla prossima! ヾ(。>﹏<。)ノ゙✧*。

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