Ripasso su godan, ichidan e eccezioni

In risposta a una domanda di Inabikari su godan e ichidan.

Il modo migliore per studiare godan e ichidan, basi, forme, ecc. è forse quello di vedere il tutto in “termini più italiani”, cioè ragionando sulle lettere e sul suono, invece di ragionare sui kana come sarebbe giusto fare. Procediamo con ordine.

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Gli usi di と (to) come congiunzione

C’è spesso confusione su come fare le frasi con “se” in giapponese. Cerchiamo dunque di fare un po’ di chiarezza. Il primo “se” di cui ci occupiamo (che non sempre è un “se”) è la congiunzione と (to).

Se eliminiamo l’uso “quotativo” (cioè i casi in cui questa particella serve a introdurre il discorso diretto o indiretto) e tutte le costruzioni idiomatiche con “to” (es. “X to iu Y”, “To iu to”, “da to ii ne”, ecc.), restiamo con appena 3 casi per questa congiunzione (tenete presente che dicendo “congiunzione” mi riferisco solo al caso in cui と unisce due frasi, se unisce 2 sostantivi non fa da congiunzione, ma da posposizione …e vi ricordo che come posposizione vuol dire “con” o “e”).
Ad ogni modo, solo in uno dei 3 casi menzionati, quello al punto 3, corrisponde alla vera, per così dire, congiunzione “se” in italiano… Ovviamente questo caso è quello che ci interessa di più al momento.
Se volete leggere solo una sintesi saltate a questo commento. Altrimenti cominciamo.

Attenzione a due cose…
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