Ecco l’elenco dei nostri articoli sui libri di giapponese in italiano!

0. Un’introduzione alla lingua e l’aiuto necessario per imparare hiragana e katakana
1. Corso (il libro di testo, generalmente in 2 o 3 volumi)
2. Grammatica di giapponese
3. Dizionari di vocaboli (Vocabolari giapponesi-italiano e italiano-giapponese)
4. Corso di kanji
5. Dizionario di kanji
6. Eserciziari (per ora solo quelli de Il giapponese a fumetti, vd. punto 1)
7. Materiale utile per scrivere in giapponese

È venuto il momento di trattare i testi che fanno addormentare chiunque, anche gli studenti più volenterosi: le grammatiche! (Ma se vi siete persi la prima parte, cominciate da lì)

2. La grammatica

Intanto, cos’è un testo di grammatica? La differenza tra corso e grammatica è enorme. Il corso lo si prende a pagina uno e si prosegue fino alla fine, imparando la lingua. Una grammatica la si consulta soltanto, perché è divisa per argomenti grammaticali (p.e. sostantivi, aggettivi, avverbi, verbi ecc. frasi causali, frasi finali, ecc.) e in ciascun argomento si trovano in genere anche degli aspetti (nel testo o nelle frasi di esempio) che non sono ancora comprensibili allo studente (perché gli mancano ancora altre basi necessarie per la comprensione).

Ma allora, serve davvero la grammatica? Sì, serve. E prima che insisti… Sì, per forza. Non solo! Deve essere una Signora Grammatica, proprio perché un corso di norma non spiega abbastanza.

La grammatica nota come “quella rossa dell’hoepli” ha i suoi pregi (e difetti). Titolo e codici per prima cosa. Il titolo è:
Grammatica giapponese, di Saito, Mastrangelo e Ozawa, edita da Hoepli (Link ad Amazon, ❣ Nuova edizione ❣)
…costa 27-32€ ed i codici isbn (come sempre qualunque diate al commerciante, non sbagliate) sono:
❖ ISBN-10: 8820336162 e ISBN-13: 9788820336165

Anche se non ha proprio tutto quel che serve, è la più completa in circolazione e copre almeno 3-4 anni di corso universitario.

I commenti degli studenti che hanno usato questo libro sono assai prevedibili… la usano per studiare ergo la odiano. Tanto per fare un esempio, è definita “confusionaria”, quando invece se ha un difetto, è l’eccessivo “schematismo” con cui si presenta (l’esatto opposto dell’esser confusionaria). Difatti “etichetta” ogni argomento, anzi, quasi ogni paragrafo (sto esagerando), con diciture del tipo 17.4.4.2 (capitolo 17, sezione 4, paragrafo… ecc.). Può sembrare esagerato ma secondo me è un grande pregio: così è sempre possibile far riferimento più avanti a quel particolare argomento o esempio… Il che è di grande aiuto in quanto paragonare costruzioni diverse o esempi simili è molto importante nello studio. Ah! Non dimentichiamo un enorme pregio di questa grammatica: l’abbondanza di esempi… e scusate se è poco. Viceversa, tra le critiche, ho letto commenti del tipo “Ma molti allievi si sono lamentati di non riuscire a comprendere le parti scritte in italiano (in effetti decisamente ostico!!!)”. Se l’italiano preoccupa tanto, forse si dovrebbe tornare a studiarlo, ma per i volenterosi che volessero seguire il mio consiglio, sono pronto ad aiutare sia nella comprensione del giapponese che dell’italiano “decisamente ostico” (a mio modesto parere un italiano “decisamente normale”, ma come spiego il giapponese posso spiegare l’italiano, non mi costa nulla).

Ad ogni modo la questione è assai più semplice di così. Esistono soltanto altre due grammatiche giapponesi in italiano. Una è nota come “la Kubota”: vecchissima (1989), scoraggiante e con vari altri difetti è, quasi, la prima vera grammatica giapponese pubblicata in Italia (la prima è del 1956, la vogliamo considerare?). Nell’insegnamento di una lingua (a mio modesto parere) “vecchio” = “sbagliato”. L’altra grammatica esistente è quella di Susanna Marino.

Grammatica pratica di giapponese, di Susanna Marino, edita da Zanichelli (Link ad Amazon)
Un libriccino utile, specie se volete inquadrare la lingua prima di cominciare con uno studio “più intenso”. Dà una buona panoramica sulla lingua e dice 2-3 cosucce utili che altri libri trascurano, oltre a fornire un po’ d’esercizi… ma è piccola: dovete mettere in conto che prima o poi dovrete comunque comprare la grammatica hoepli (o un testo inglese se per voi la lingua non è un ostacolo). Comprarle entrambe è probabilmente la soluzione migliore: se l’Hoepli è difficile, provate a consultare questa, poi tornare all’Hoepli e controllate se avete capito e se potete ampliare il discorso. Se dovete sceglierne uno solo, stringete i denti e prendete quella dell’Hoepli, che è il testo più completo… perché il mestiere di una grammatica è proprio questo, “essere completa”. Se usandola aveste dei dubbi potete sempre venire su questo sito a domandare: questo è il link alla sezione Domande (che si trova anche nella barra dei menù, in alto in ogni pagina).

Ad ogni modo avrete capito perché parlavo di “questione semplice”: a scegliere per noi ci pensa la scarsità di testi (a dir poco “colpevole scarsità”… se poi ci aggiungete il fatto che più nessuno è pensato per l’Italia, c’è di che incavolarsi!), che ci obbliga, secondo esigenze a scegliere tra due testi, massimo tre.

Prossima volta, punto 3, il vocabolario! (-_^)/°

53 thoughts on “Libri (in italiano) per lo studio del giapponese (2)

  1. Davvero un’ottima recensione!! Non potevi essere più chiara e veritiera! Quando ho sentito l’esigenza di un solido testo di riferimento, ho scartato a priori i testi tascabili e minuti, da “faciloni”, e ho capito subito che la grammatica dell’Hoepli è un testo serio. Infatti se lo fanno pagare, ma vale tutti i soldi spesi! Matteo

  2. Verissimo! (A parte il fatto che sarei un ragazzo^^)
    I testi tascabili possono dare un’idea generale della lingua, ma se si segue un corso, la grammatica deve servire come testo da consultare, non da leggere per “avere un’idea sulla lingua”… Cioè serve perché si vuole aprirla e cercarvi delle risposte ai problemi che possono nascere studiando su un corso…
    Una grammatica con poche nozioni, generica, “veloce”, non è una grammatica facile (né tanto meno bella), è INUTILE, perché fallisce in quello che è il suo (unico) vero scopo… risolvere con la massima chiarezza, il maggior numero possibile di dubbi.
    p.s. grazie del complimento ^__^

  3. mi sento di dar ragione sia all’articolo di 風当たり che ai ragazi che si lamentano per la sensazione di confusione che si avverte dopo aver letto la grammatica hoepli.
    leggendo la grammatica hoepli è evidente l’eccessiva schematizzazione degli argomenti ma questo provoca, al contrario, una sensazione di confusione quando si vuole andare a cercare un argomento perchè questo viene fornito in formato spezzatino per tutto il libro e l’indice analitico alla fine del libro (davvero molto povero) di certo non aiuta. spesso sono costretto ad andarmi a cercare le pagine su google books 🙁

    solo su una cosa non sono daccordo, una grammatica (in generale) è certamente più utile come reference ma qui ci troviamo in presenza di un testo didattico che presenta poco più che le basi della grammatica… personalmente credo che vada studiato ed anche con attenzione, magari riorganizzando i propri appunti e rileggerseli ogni tanto per fissare i concetti.
    come reference personalmente uso la serie “A dictionary of xxx japanese grammar” edita da The Japan Times. quello si che è un signor referce ^^
    anche se qualcosina, bisogna ammetterlo, manca anche li… e quando ti accorgi che manca qualcosina anche a una grammatica di 2000 pagine allora si che ti prende lo sconforto XD… scherzo, per fortuna c’è internet che compensa tutto 😉

  4. Come ho detto “schematismo” non implica confusione, per definizione… controllare sul vocabolario. Non c’è poi schematismo NELL’argomento, ma nella sua presentazione… ovvero, come dicevo, nell’arrivare a specificare un numero per ogni singolo paragrafo, prima del titolo.
    Ma non è che uno debba imparare i numeri di paragrafo, tipo 17.4.2.3
    E i rimandi non sono poi così frequenti da creare confusione… certo, quando ce n’è uno, si deve trovare il punto preciso, passando di paragrafo in paragrafo, e questo è scomodo (specie perché indicare la pagina era cosa ben più saggia; la ragione per non farlo è tipografica).
    Sono però d’accordo sul fatto che l’indice analitico sia molto povero… praticamente desolante (-_-”)
    L’obiezione di molti ragazzi, che riportavo, sta nell’italiano troppo “difficile”… Il “è un testo confusionario” è solo 1 commento su anobii …fa meno testo.

    I testi che suggerisci, che ho, sono dizionari grammaticali e sono in inglese. Validissimi, per carità, ma da un punto di vista della frammentazione, un dizionario grammaticale, raggiungi i massimi livelli possibili. Quindi non puoi dirmi che sia meglio in questo senso… perché, faccio un esempio a caso, se cerchi il periodo ipotetico ti tocca guardare ba alla B, tara alla T, (no) nara alla N… oppure cercare dove parla di periodo ipotetico e poi guardare i rimandi… e siamo punto e a capo con l’esser frammentario.
    Inoltre, non possono essere studiati sequenzialmente, da pagina 1 in poi, cosa che alcune grammatiche permettono (molto meno l’hoepli, ma quella della Marino e quella inglese di Wako Tawa sono fenomenali in questo senso, per cui si può fare… e vorrei che lo facessero più autori^^).

    In realtà, poi, non ho nulla contro i dizionari grammaticali… anzi! Ci vogliono proprio! Solo che devono essere testi da affiancare ad una grammatica, non possono sostituirla… Inoltre ho adorato l’intro al secondo volume, perché mi ha chiarito alcune cose essenziali (curiosamente l’introduzione del terzo volume è deludente perché presente argomenti meno avanzati rispetto al secondo), ma personalmente preferisco il modo di fare di alcuni dizionari grammaticali giapponesi che ho trovato… sono già a livello avanzato, perché se arrivi a leggerli, non ha problemi con le basi, inoltre in breve (e in pochissimo spazio), con qualche esempio opportuno chiariscono tutto il necessario… inoltre saranno fruibili a chi non sa l’inglese, ma conosce le basi del giapponese.

    Certo, è la mia preferenza, non lo consiglio certo agli studenti del blog… anzi, in genere consiglio, e cerco di fare, il contrario: lunghe spiegazioni più chiare possibili, che ripetono più volte gli stessi concetti per fissarli bene (se si ha la pazienza di leggere).

    E in conclusione… in italiano, o prendi l’hoepli o la kubota, non c’è scelta. Dei testi inglesi parlerò in un’altra occasione, anche se il blog vuole soprattutto aiutare chi non vuole o non può usare testi inglesi.

    p.s. leggi la risposta all’altro tuo commento, almeno la parte finale sulla mail!
    Ciao (^_^)/°”

  5. se rileggi il mio commento ho parlato di sensazione di confusione. ho letto la grammatica hoepli 4 volte e sono appena entrato nella quinsta lettura… purtroppo è una sensazione che non ti abbandona quando devi andarti a cercare qualcosa di preciso.
    il problema, come ho già detto, non è la frammentazione (inevitabile se vuoi organizzare il lavoro in una certa maniera), ma l’indice analitico.

    per “A dioctionary of xxx japanese grammar” il problema non si pone per due motivi:
    1- non è un testo didattico ma un reference.
    2- l’indice analitico è esaustivo. ti serve sapere qualcosa? vai all’indice e se c’è te la vai a leggere, se non c’è vuol dire che non c’è.

    per la mail ho risposto nell’altro commento. comunque, come ho detto anche li, se vuoi cancellare nessun problema.

    1. Guarda che sull’indice analitico ti ho dato ragione… ma come ho anche detto, stiamo parlando di testi in italiano, quindi i testi di Makino e Tsutsui non sono da proporre al momento (perché TANTE persone vorrebbero per passione imparare il giapponese ma non conoscono l’inglese e questo post… tutto questo blog! …vorrebbe venire incontro proprio a loro!)

      Non c’è bisogno di cancellare i commenti, non erano troll, insulti, ecc.
      E’ solo per difendermi -minimamente- da questo tipo di cose che chiedo di inserire una mail reale, tutto lì…

  6. Ciao, ho fatto un giro alla libreria hoepli e devo dire che questa grammatica sembra presentarsi bene, non ho ancora avuto modo di di leggerla nel dettaglio ma sembra precisa, senza troppi fronzoli e fa il suo lavoro in modo egregio; spero solo che andando avanti questa buona prima impressione rimanga.
    Purtroppo è anche vero che in italiano non c’è molto e uno deve accontentarsi, anche perchè passare da una terza lingua per impararne una nuova non sembra molto comodo soprattutto quando si tratta di grammatica che se uno non conosce alla perfezione a mio oparere rischia di impazzire e fare confusione.

  7. Sigh, mi sono accorto di odiare i corsi e le grammatiche che usano i romaji per più di un capitolo… qualche settimana fa non lo avrei detto… per quello sto cercando di recuperare Understanding Basic Japanese Grammar… sarebbe bello se lo pubblicassero in italiano…

    1. E’ qualcosa che dipende dallo studente in effetti… c’è chi vede hiragana e non comincia nemmeno a studiare, mentre se iniziasse col romaji, appassionandosi un attimo poi sfiderebbe l’hiragana… E c’è chi come te preferisce l’hiragana fin da subito…. magari perché gli piace la sfida o l’idea di “decifrare” o perché da un’aria “seria/professionale”. Nnel mio caso …tutte e tre queste ragioni ^__^

      1. Nel mio caso non c’entra nè la sfida nè il “professionale”, è che se mi scappa l’occhio sui romaji non mi concentro sui kana come dovrei. 😀
        E poi appesantiscono il testo, con una frase che ti ritrovi scritta in ben 4 modi:
        – kanji+kana
        – solo kana (cioè con kanji in hiragana)
        – romaji
        – traduzione in italiano o in inglese
        Non che cambi molto, ma passare da 4 a 3 frasi è già un passo avanti…

        1. Non dirlo a me… Nel senso che realizzando i post ho continuamente il problema di “sprecare” 3-4 righe per una frasetta (senza contare che scriverla diventa 3-4 volte più lungo) ma nel scrivere le bozze del primo libro che sto realizzando credo di aver trovato un buon metodo… per chi legge almeno.
          Scrivo così:
          roomaji
          kanji (solo i più semplici e necessari)
          traduzione
          Invertendo romaji e kanji i kanji e la traduzione sono vicini e uno se vuole può coprire il romaji con un foglietto, mentre non potevi se era la riga in mezzo…^^

  8. Ciao ^^
    Io sto studiando giapponese con il libro “corso di lingua giapponese (volume 1) e la grammatica sempre della hoepli che è anche consigliata sopra.. purtroppo non sapendo l’inglese in modo tale da comprare dei libri con spiegazioni in inglese, facendo qualche ricerchina su internet ho visto che questi sembrano essere i migliori in circolazione (in italiano). Ovviamente ogni libro ha i suoi pro e contro, però che dite, sono buoni entrambi come libri?
    Più che altro lo chiedo perchè non vorrei imparare delle cose che alla fine sono “sbagliate”, vorrei essere sicura che quello che imparo sia corretto sotto tutti i punti di vista 🙂 Anche perchè sto studiando da autodidatta, quindi non sono in grado diciamo di capire se se cose sono giuste o presentano qualche errore o imprecisione, mi attengo ai due libri XD
    Ah, un altra cosa.. per i kanji, sapreste consigliarmi qualche buon libro (sempre in italiano) da cui poterli studiare?? :))
    grazie milleee!!

    1. Contengono errori, in particolare nel rifarsi a un giapponese ormai vecchio, ma si contano sulle dita di una mano. A parte ciò, il fatto è che non hai scelta a dire il vero. Se vuoi un corso e soprattutto una grammatica “corposa”, non c’è alternativa.

      Libri di kanji… qui non hai alcuna scelta. Non penso che “Kanji in mangaland” (il libro per i kanji di Bernabé, autore del giapponese a fumetti) sia uscito in italiano, quindi non c’è nulla disponibile. Puoi solo prendere il dizionario di kanji, maxxi, della Vallardi. Ovviamente studi solo il kanji e magari qualche parola proposta per un singolo kanji, non tutte le parole proposte o impazzisci.

      1. Ho capito, grazie mille!! 🙂
        Quindi tutto sommato sono abbastanza buoni come libri.. per il fatto che dici tu sugli errori che contengono, intendi che ci sono proprio delle parti sbagliate?

        Per quanto riguarda il dizionario invece mi consigli quello della Vallari? è un dizionario affidabile o ce ne sono di migliori?

        1. Le parti sbagliate sono piccolezze, nel senso che sono corrette ma ormai meno usate della controparte un tempo scorretta, quindi al più suoni “come un libro stampato”.
          Il dizionario che consiglio è di kanji: è diverso da un dizionario di parole (per il quale consiglio lo zanichelli all’inizio e lo shougakukan edizione non economica quando vai avanti sul serio). Non so se la Vallardi ha fatto anche un dizionario di vocaboli e quindi anche se così fosse non saprei che dirti.

    1. Se è pieno di errori, io non lo consiglierei… Comunque grazie di avermelo fatto sapere: era un po’ che lo avevo adocchiato e mi chiedevo se fosse il caso di recensirlo…
      PS che tipo di errori fa? Mi faresti un paio di esempi così quando/se mi chiedono posso rispondere?

      1. Questi sono solo alcuni esempi: nelle correzioni dove si devono abbinare i termini su 2 colonne la correzione è: 1a 2c 3a 4b 5d 6c (quando è palese che anche e e f stavano su una delle lettere ripetute), sugli esercizi con le particelle “dover fare” se non sbaglio vuole GA e nella correzione c’è WO (però lì dimmi tu, casomai ti posto la frase), e poi tantissimi errori sui furigana…

        1. Sì, grazie, un paio di frasi, un paio di esempi sul furigana… in realtà va bene tutto, basta che siano cose che ti sono sembrate gravi, ecco.

          NB non metto assolutamente in dubbio che ci siano errori gravi proprio come dici, è una cosa abbastanza frequente …poi, ora che sto provando a imparare il cinese e mia moglie, da native-speaker, mi fa notare gli errori nei libri di testo, mi è cascata la mascella di fronte alla scarsa professionalità dell’editoria italiana.

        2. Esercizio: abbinare i termini correlati:
          1. 日程を
          2.ベネチアを
          3.予約を
          4.入国許可
          5.パスートを
          6.お金を
          a.キャンセルする
          b.見せる
          c.変更する
          d.両替
          e.受ける
          f.訪問する
          Risposte del libro
          1c, 2b, 3a, 4e, 5b, 6c
          Risposte corrette
          1c, 2f, 3a, 4e, 5b, 6d

          Inserisci la particella corretta:
          – 。。。入国許可   受けなくては行けない
          – 。。。液体物   入られてはいけない
          Il testo dice che la risposta corretta è WO

          Elenco di termini da imparare, due di questi sono:
          振(し)り込(こ)み
          振(ふ)る
          La lettura giusta sarebbe FU anche nella prima parola

          Se c’è qualcosa di non chiaro chiedi pure

  9. Ciao, complimenti per il sito.

    Vorrei solo precisare che la frase “molti allievi si sono lamentati di non riuscire a comprendere le parti scritte in italiano” va un attimo interpretata. Sono certo che la frase si riferisca ad un problema di cui io (come il 90% di quelli che hanno letto “la rossa dell’hoepli”) mi sono trovato a dover fare i conti in prima persona; mi riferisco a tutti quei termini grammaticali italiani tecnici che conoscono solo i laureati in linguistica, tipo: preposizione semplice, preposizione articolata, allotropo, sintagma nominale, sintagma aggettivale, predicato verbale, agente, frasi interrogative indirette disgiuntive ecc.
    In quanti saprebbero dare una definizione di questi termini? Soltanto chi ha studiato la grammatica italiana… sono cose che è impossibile dare per scontato sapere. Affinchè la grammatica mantenga una sua serietà e precisione nell’esporre tematiche e definizioni non credo sia possibile fare a meno di questo linguaggio tecnico, ma capisco chi si lamenta. Questo per dire che comunque è tutt’altro che un libro per principianti, sia per quanto riguarda le parti in italiano che gli esempi in giapponese (a volte davvero lunghi, non che sia un male).

    1. Ciao e grazie dei complimenti ^_^
      Guarda, mi spiace contraddirti, sul serio, anche perché lungi da me l’idea di fare polemica (sul mio sito poi!), però devo dire che i termini che citi non sono da laureati in lingue (la linguistica è un’altra cosa, ben più complessa).
      Io non ho studiato all’università né linguistica né lingue, eppure li conosco tutti. Certo, mi sono dedicato parecchio al giapponese, ma i termini che citi si vedono tutti già tra le medie e le superiori… salvo “allotropo” e “sintagma”, affrontare o no i quali dipende tutto dall’insegnante che uno si ritrova. In compenso, però, la differenza tra preposizione semplice e preposizione articolata si studia alle elementari (lo posso dire con certezza: mia madre insegna alle elementari e me l’ha appena confermato).

      Insomma, molto più banalmente non sono termini trascendentali o assurdi, è solo che… la gente si scorda le cose, tutto qui.

      Riconosco però che l’hoepli, come molti altri testi, sembra impegnarsi per non essere accessibile proprio a tutti, ma è anche vero il fatto che questi termini sono comodi(!). Si può spiegare la grammatica senza usarli, lo so perché lo faccio… e quando non lo faccio, c’è sempre qualcuno che mi chiede “Cosa vuol dire sostantivo?”, “Cosa vuol dire complemento oggetto?”…

      Si può e si deve evitarli su un sito, perché qui il lettore è fruitore di un articolo per volta, ma non li si può evitare all’infinito in un libro, ripetendo continuamente un giro di parole per sostituire questi termini. L’ideale è introdurli nel testo e magari aggiungere un glossario alla fine (che è quel che faccio nel libro che sto scrivendo) …e ovviamente cercare di limitarsi quando è possibile se si vuole scrivere un testo adatto a tutti e non uno per gli addetti ai lavori.

      Qualcuno penserà… “basterebbe fare un corso evitando di parlarne completamente…”. No, non è possibile, si fa prima a rinunciare al giapponese. Se devo spiegare la particella を wo devo poter dire che indica e segue il complemento oggetto. Posso aggiungere dei giri di parole per chiarire, ma non posso limitarmi a questi: se dico “Ciò che risponde alla domanda chi?/che cosa?” (io mangio – che cosa? – una mela) e basta, la confusione con il predicato nominale (io sono – chi? – un insegnante) è spesso inevitabile.

      Certo, è vero, io sono per i compromessi e l’hoepli non ne fa. Tuttavia con l’hoepli resta il fatto che… c’è poco da fare: non importa per quale pubblico gli autori abbiano scritto il libro, semplicemente non c’è altro testo in circolazione che sia altrettanto corposo e ben organizzato (caratteristiche indispensabili per una grammatica, che se non è così non ha alcun senso, tanto vale limitarsi a comprare un corso) …purtroppo il materiale sul giapponese disponibile in italiano è ridicolmente limitato. Ci sono tre grammatiche, una troppo piccola, una troppo vecchia (e confusa, pare)… e l’hoepli.

  10. Ciao Kaze, visto che il materiale cartaceo in italiano per lo studio del giapponese è molto poco, perchè non aggiungere anche alcuni buoni testi in inglese? Poi secondo me sarebbe una buona idea aggiungere per ogni testo (italiano o inglese) a che livello del JLPT corrisponde.
    Per esempio io adesso credo di trovarmi poco sopra l’N4, che libri mi consiglieresti (anche in inglese) che abbiano magari anche degli ascolti? Grazie

    1. Hai ragione, è tempo di inserire anche quelli… sarà il caso che finalmente mi decida ad affrontare la montagna di lavoro correlata……

      Per quanto riguarda il dopo N4 non è esattamente facile perché i corsi/libri famosi ti portano fino all’N4…
      Minna no nihongo è un’eccezione, ma vedo un solo volume disponibile e francamente non l’ho mai sfogliato…
      http://amzn.to/2ety6uw

      La scelta che hai su amazon è limitatissima… inoltre ciascun autore intende quel che gli pare per “intermediate”. Questo
      http://amzn.to/2e9PCTN
      sembra buono dal titolo e per il fatto che è recente, ma a giudicare dall’ultimo capitolo del volume precedente potrebbe essere un po’ troppo basilare se hai già finito l’N4 (anzi, sicuramente non è adatto, visto che l’ultimo capitolo del precedente tratta X wa Y ga suki e …deshou).
      Questo invece
      http://amzn.to/2ehBYSe
      è vecchio e sembra non avere le soluzioni, ma io ho usato il J501 ed era ottimo secondo me. Il volume prima, questo J301, l’ho visto solo una volta, ma già nel primo capitolo spiegava la differenza tra -ta ato de, -ta ato ni e -ta ato, il che è davvero lodevole (quasi commovente dal mio punto di vista di insegnante che di testi ne ha visti TANTI).

      Potresti ignorare il materiale in formato “corso” e passare a handbook e materiale di studio per il JLPT
      http://amzn.to/2ehBDix
      Il sou-matome va benissimo così come il kanzen master (sono i primi nell’elenco)

      Per gli handbook, qui ho citato e linkato i migliori
      https://studiaregiapponese.com/domande/comment-page-15/#comment-6581
      Tutti questi possono fare sia da ripasso e esercizio sia da approfondimento

      Infine, il pea de oboeru iroiro na kotoba, se sei brava con queste cose lo trovi su internet, sennò lo puoi trovare su amazon jp
      ペアで覚えるいろいろなことば
      Io lo consiglio perché permette di sviluppare vocabolario e mettersi in testa brevi espressioni utili (di solito quale sostantivo va con quale verbo, come fossero “coppie”, da cui il “pea” (pair) del titolo), che secondo me è qualcosa di più importante che proseguire ad apprendere grammatica.

      Come accennato, comunque, sebbene siano libri intermedi il loro livello di difficoltà (iniziale perlomeno) oscilla abbastanza… e anche se non fosse così io non conosco il tuo reale livello, quindi più di così proprio non posso fare

  11. Siccome non ho problemi con l’inglese volevo sapere da te quali libri in inglese reputi migliori, se puoi fare un post come questo con quelli inglesi sarebbe ottimo -sia corsi che grammatica- sto valutando cosa prendere e un aiutino in più non fa male 😀 -se possibile- Grazie~! ^-^

    1. Prova a vedere in questi commenti
      http://studiaregiapponese.com/2011/11/10/testi-ita/comment-page-4/#comment-24380

      http://studiaregiapponese.com/2011/11/10/testi-ita/comment-page-4/#comment-23635

      Lo so, vorresti che ti dicessi un titolo solo… ma non mi posso prendere questa responsabilità. Siamo tutti diversi e ci sono libri più o meno adatti a noi, nei commenti trovi praticamente delle recensioni, decidi seguendo quel che ti pare meglio.

    1. Io ho la vecchia edizione ed era tutta in giapponese, senza una parola di inglese e senza spiegazioni.
      Non solo… costa un sacco 30 sterline più spese di spedizione? Su Amazon lo paghi sicuramente meno.
      Serie migliori secondo me sono 新完全マスタ, にほんごチャレンジ e TRY! 日本語能力試験 (Di quest’ultimo attenta a non prendere l’edizione in vietnamita o che so io). Se vuoi qualcosa di specifico sull’ascolto, bisogna cercare meglio…
      A me è piaciuta molto la serie 耳から覚える日本語能力試験 di cui ho N2 e N1, nel tuo caso puoi cercare su amazon 耳から覚える日本語能力試験 聴解トレーニングN4

Fatti sentire!

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