Libri (in italiano) per lo studio del giapponese (2)

Parte 2 del nostro excursus tra i libri per lo studio del giapponese (la prima parte è qui). Restiamo ovviamente sui testi in italiano, ma è venuto il momento di trattare i testi che fanno addormentare chiunque, anche gli studenti più volenterosi: le grammatiche.

2. La grammatica

Intanto, cos’è un testo di grammatica? La differenza tra corso e grammatica è enorme. Il corso lo si prende a pagina uno e si prosegue fino alla fine, imparando la lingua. Una grammatica la si consulta soltanto, perché è divisa per argomenti grammaticali (p.e. sostantivi, aggettivi, avverbi, verbi ecc. frasi causali, frasi finali, ecc.) e in ciascun argomento si trovano in genere anche degli aspetti (nel testo o nelle frasi di esempio) che non sono ancora comprensibili allo studente (perché gli mancano ancora altre basi necessarie per la comprensione).

Ma allora, serve davvero la grammatica? Sì, serve. E prima che insisti… Sì, per forza. Non solo! Deve essere una Signora Grammatica, proprio perché un corso di norma non spiega abbastanza.

La grammatica nota come “quella rossa dell’hoepli” ha i suoi pregi (e difetti). Titolo e codici per prima cosa. Il titolo è:
Grammatica giapponese, di Saito, Mastrangelo e Ozawa, edita da Hoepli (Link ad Amazon, ❣ Nuova edizione ❣)
…costa 27-32€ ed i codici isbn (come sempre qualunque diate al commerciante, non sbagliate) sono:
❖ ISBN-10: 8820336162 e ISBN-13: 9788820336165

Anche se non ha proprio tutto quel che serve, è la più completa in circolazione e copre almeno 3-4 anni di corso universitario.

I commenti degli studenti che hanno usato questo libro sono assai prevedibili… la usano per studiare ergo la odiano. Tanto per fare un esempio, è definita “confusionaria”, quando invece se ha un difetto, è l’eccessivo “schematismo” con cui si presenta (l’esatto opposto dell’esser confusionaria). Difatti “etichetta” ogni argomento, anzi, quasi ogni paragrafo (sto esagerando), con diciture del tipo 17.4.4.2 (capitolo 17, sezione 4, paragrafo… ecc.). Può sembrare esagerato ma secondo me è un grande pregio: così è sempre possibile far riferimento più avanti a quel particolare argomento o esempio… Il che è di grande aiuto in quanto paragonare costruzioni diverse o esempi simili è molto importante nello studio. Ah! Non dimentichiamo un enorme pregio di questa grammatica: l’abbondanza di esempi… e scusate se è poco. Viceversa, tra le critiche, ho letto commenti del tipo “Ma molti allievi si sono lamentati di non riuscire a comprendere le parti scritte in italiano (in effetti decisamente ostico!!!)”. Se l’italiano preoccupa tanto, forse si dovrebbe tornare a studiarlo, ma per i volenterosi che volessero seguire il mio consiglio, sono pronto ad aiutare sia nella comprensione del giapponese che dell’italiano “decisamente ostico” (a mio modesto parere un italiano “decisamente normale”, ma come spiego il giapponese posso spiegare l’italiano, non mi costa nulla).

Ad ogni modo la questione è assai più semplice di così. Esistono soltanto altre due grammatiche giapponesi in italiano. Una è nota come “la Kubota”: vecchissima (1989), scoraggiante e con vari altri difetti è, quasi, la prima vera grammatica giapponese pubblicata in Italia (la prima è del 1956, la vogliamo considerare?). Nell’insegnamento di una lingua (a mio modesto parere) “vecchio” = “sbagliato”. L’altra grammatica esistente è quella di Susanna Marino.

Grammatica pratica di giapponese, di Susanna Marino, edita da Zanichelli (Link ad Amazon)
Un libriccino utile, specie se volete inquadrare la lingua prima di cominciare con uno studio “più intenso”. Dà una buona panoramica sulla lingua e dice 2-3 cosucce utili che altri libri trascurano, oltre a fornire un po’ d’esercizi… ma è piccola: dovete mettere in conto che prima o poi dovrete comunque comprare la grammatica hoepli (o un testo inglese se per voi la lingua non è un ostacolo). Comprarle entrambe è probabilmente la soluzione migliore: se l’Hoepli è difficile, provate a consultare questa, poi tornare all’Hoepli e controllate se avete capito e se potete ampliare il discorso. Se dovete sceglierne uno solo, stringete i denti e prendete quella dell’Hoepli, che è il testo più completo… perché il mestiere di una grammatica è proprio questo, “essere completa”. Se usandola aveste dei dubbi potete sempre venire su questo sito a domandare: questo è il link alla sezione Domande (che si trova anche nella barra dei menù, in alto in ogni pagina).

Ad ogni modo avrete capito perché parlavo di “questione semplice”: a scegliere per noi ci pensa la scarsità di testi (a dir poco “colpevole scarsità”… se poi ci aggiungete il fatto che più nessuno è pensato per l’Italia, c’è di che incavolarsi!), che ci obbliga, secondo esigenze a scegliere tra due testi, massimo tre.

Prossima volta, punto 3, il vocabolario! (-_^)/°

46 pensieri su “Libri (in italiano) per lo studio del giapponese (2)

  1. Ciao!
    Ho iniziato da poco a studiare giapponese…commento solo per dirti GRAZIE!
    Sito strutturato bene, pieno di informazioni utili e spunti per chi, come me, si sta avvicinando a questo “mondo” nuovo e lontano ;-).
    Ho seguito il consigli dell’articolo, quindi oltre alla grammatica Hoepli ho acquistato anche quella Zanichelli: ottima scelta, sono entrambe ben fatte, la Zanichelli è un po’ più semplice per un primo approccio alla lingua.

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  2. 1) dopo un paio di mesi di studio a casaccio della lingua giapponese , e dopo aver scartato al primo approccio, qualsiasi testo in italiano, mi sono poi fatto la strana idea che il giapponese, sebbene con una contruzione della frase totalmente diversa, sia più simile all’italiano che all’inglese. cioè la traduzione letterale di una frase in italiano sia molto più “letterale” di una traduzione in inglese. è vero o falso secondo te?
    Se è falso, consiglieresti qualche cosa in inglese? per ora io ho japanese from zero, ma non mi piace questa introduzione graduale di hiragana e katakana. Questi due “sillabeti” si devono imparare subito e a parte secondo me.

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    • E’ vero, l’italiano è MOLTO più adatto dell’inglese per studiare giapponese, purtroppo però i nostri testi di giapponese sono SEMPRE presi da qualche altro corso in lingua straniera.

      Hai ragione, purtroppo, anche su Japanese from zero, che è un discreto libro, dalla difficoltà ben graduata, ma troppo lento nel presentare la scrittura. Addirittura aspetta il terzo volume per introdurre i kanji nella scrittura. L’hiragana non va saputo necessariamente prima di iniziare, ma deve comunque essere risolto in fretta, per così dire.

      Un altro libro che ha la giusta quantità di spiegazioni è quello di Wako Tawa, una specie di corso-grammatica, che spiega per bene e affrontando con chiarezza i classici dubbi dello studente che i normali testi non affrontano mai.

      Certo, devi esser pronto a uno studio serio, perché è un tomo e “spaventa”, ma la verità è che tanti altri libri sono su più volumi, questo no, quindi se la vedi in quest’ottica… Il numero di pagine è lo stesso di un paio di volumi di un altro corso. Perfino come prezzo è un risparmio di soldi se si pensa che i vari volumi di Genki (molto meglio del Minna no nihongo, ma comunque difficile per gli autodidatti) sono a 50 euro l’uno.

      Il suo lato negativo è l’organizzazione, o meglio l’indice, che è solo “parziale”. Lo rende poco comodo per cercare le cose (io mi sono fotocopiato anche gli indici dei vari capitoli per crearmi un indice più completo e utile), ma se usato come corso questo problema non si pone.

      Il libro di Wako Tawa ha a corredo un eserciziario, CD e altro materiale, ma forse ti conviene prima prendere solo il testo, su Amazon; così fai una prova e se non ti piace puoi restituirlo ad Amazon entro 30 gg (devi però prendere un prodotto Amazon, non di altri venditori o usato; inoltre la versione Kindle mi dicono che non si vede bene, perché kanji, kana e furigana compaiono come immagini sgranate).

      Del libro in questione (e di alcuni handbooks) ho parlato in questo commento facendo una mini recensione

      https://studiaregiapponese.com/2011/11/10/testi-ita/comment-page-4/#comment-23635

      Al solito, però, queste sono solo indicazioni. Poi un libro è come un paio di scarpe: deve stare comodo a te (e c’entrano anche i gusti).

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      • grazie. per ora ho seguito un altro tuo consiglio e ho preso la grammatica della hoepli in italiano. devo dare un poco di credito anche a insegnanti italiani, pur se pochi, prima di denigrarli. fino ad ora ho studiato solo dall’inglese e voglio una prospettiva diversa o il cervello si annoia. fra una settimana avrò una opinione, che non sarà una opinione sulla bravura di chi scrive il libro ma sulla mia capacità di assimilarlo. ho letto l’introduzione e mi piace. se devo però trovare un difetto subito: E’ SCRITTO IN PICCOLO, MI SERVONO GLI OCCHIALI O UNA TORCIA PER LA LUCE PER DISTINGUERE I KANJI!

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        • Ad essere sincero sono i classici libri di testo che scrivono più grande del normale, ma capisco cosa vuoi dire, ho provato la stessa cosa ^__^ Il vero shock però deve ancora arrivare… quando provi a usare un dizionario giapponese: sono sempre lì a strizzare gli occhi con il naso incollato alla pagina
          (ノ°Д°)ノ彡┻━┻

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