warui, aphorism

Si può pensare che l’etimologia sia una materia davvero noiosa, ma non è certamente così nel caso del giapponese e dei kanji.
Da un lato lo studio dell’etimologia risulta uno splendido trucco mnemonico, specie per ricordare come scrivere un kanji (quali elementi lo compongono), dall’altro può essere illuminante, perché finalmente uno strano, assurdo simbolo acquisisce un senso (difficile da dimenticare, di norma), ma anche insospettabilmente affascinante.

Dall’altro lato l’etimologia è al tempo stesso un modo di immergersi nella cultura e nella storia di un popolo …quello cinese perlopiù: non è il caso che vi dimentichiate dove sono nati e da dove arrivano i kanji^^

Infine, tenete presente che, come nel caso di Aphorism (il manga da cui è tratta l’immagine “d’apertura”), l’etimologia può divenire questione di vita e di morte… Il cattivo nell’immagine ha alle spalle il kanji, o meglio, l’antica forma del kanji di 悪 warui, cioè “cattivo”, appunto.
Conoscendo l’etimologia potevate evitare d’esser colti di sorpresa! (XD)

Indice post di etimologia

Qui di seguito trovate la descrizione delle rubriche principali e dei progetti futuri

HORROR KANJI

Perché “Horror Kanji”?
Perché l’etimologia oltre ad essere affascinante è, a volte, molto, molto crudele… macabra addirittura (BWAH-AH-AH!). I kanji di cui ci occuperemo per questa “mini-rubrica” sono quelli dall’origine più spaventosa tra tutti quelli conosciuti …che mi siano venuti in mente (”^_^)

  1. 取 to.ru/SHU → prendere …senza dover chiedere. Mai.
  2. 道 michi/DOU → la strada …verso l’inferno!
  3. 県 KEN → una prefettura …di sangue!
  4. 民 tami/MIN → il popolo va servito… come antipasto!

Allora, che ve ne pare? Roba da film horror, no? 😉

14 thoughts on “Etimologia dei Kanji

  1. Vero, vero, Aphorism è davvero bello… adoro l’idea di fondo, che il carattere garantisca un potere e che sta alla persona sfruttarlo al meglio… il fatto che usino lo stile del sigillo per i caratteri, poi, è stata una splendida sorpresa.
    Per inciso il mio nuovo avatar è il kanji di “kaze” nello stile della scrittura di oracoli su ossa.

    1. Be’ sono modi “storici”, si tratta comunque di etimologia, non vanno saputi, diciamo^^ Sarebbe un po’ come dire che per sapere l’italiano devi sapere greco e latino… sebbene qualcuno pensi che sia così, non è strettamente necessario, no?^^

  2. Io stavo proprio cercando un libro in cui viene spiegata l’etimologia dei kanji, così da riuscire a memorizzarli meglio vedendo i disegni, me ne sapresti consigliare qualcuno?

  3. Mi hanno incuriosito le parole Via Lattea (銀漢 = argento-cina???) e Equatore (赤道 = Cammino-Rosso)
    Ne sai qualcosa?
    Ho cercato un po’ in rete ma non ho trovato niente…. hai qualche sito che spieghi l’etimologia, possibilmente non in giapponese? (in inglese diciiamo che può andare)

    1. Bella domanda ^_^
      Di sekidou sì, avevo già cercato l’etimologia. Si tratta di un riferimento all’antica astronomia cinese. Esistevano diversi “percorsi celesti”, diciamo, in astronomia. Bianco per la luna, giallo per il sole… altri erano nero, blu… E infine c’era quello rosso, che era il percorso del sole nella sfera celeste quando (il sole) si trova allo zenit, cioè perpendicolarmente sulla propria testa.
      Ora, le mie conoscenze di astrologia sono abbastanza arrugginite, ma spero basti come spiegazione.

      Ginkan invece non è il termine comune per “via lattea”. Di solito trovi 銀河 ginga (come in 銀河鉄道999 genga tetsudou 999, cioè Galaxy Express 999) o 天の川 amanogawa, come scritto di solito nel mito di Orihime e Hikoboshi (e in effetti, secondo me, è un modo un po’ più “poetico” di indicare la via lattea).
      Ginkan usa kan perché a quanto pare era anche il nome di un fiume …il tutto ha decisamente senso se pensi che 銀河 ginga non fa altro che sostituire kan con un kanji alternativo per fiume (ovvero 河) e che Amanogawa si può in effetti scrivere sia 天の川 che 天の河 che 天漢 (ma solo il primo modo è davvero comune e l’ultimo è il più raro).

      Siti che spieghino l’etimologia dei kanji in inglese, sono rarissimi e poco forniti o poco fruibili (diciamo che potrei citarne 2-3), mentre siti che spieghino l’etimo delle parole… semplicemente non credo che ne esistano.

      1. Interessante la spiegazione di sekidou. L’avevo spiegata in due modi diversi, sbagliandoli tutti e due 🙂
        Pensavo che fosse un limite di navigazione invalicabile per le navi giapponesi, una specie di colonne d’Ercole (che poi non so se i giapponesi come noi associano il rosso al proibito, anzi non credo proprio).

        Come al solito grazie per la cortesia, la velocità e la completezza della risposta.

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