Miti – Come si dice “Ciao” in giapponese?

C’è moltissima confusione sul modo di dire “ciao” in giapponese, più che altro dovuta ai testi inglesi, che traducono “konnichiwa” con “hello” e quindi ci portano a credere che “konnichiwa” significhi “ciao”… inutile dire che si tratta di un mito (in buona parte, perlomeno), perché a voler esser precisi precisi “ciao” in giapponese non esiste! ( ゚Д゚) Oppure esiste…? (╯°□°)╯︵ ┻━┻

Insomma “ciao” in giapponese è un po’ come il gatto di Schrodinger.

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Vocaboli – Al di là del bene e di yoku

Ci sono alcune parole in giapponese che appaiono semplicissime ma nascondono delle insidie. Una di queste è よく yoku, una parola che i libri di testo ci insegnano vuol dire “bene”… Peccato solo che non sia sempre così. Anzi.

Di solito insegno che よく yoku si può tradurre con “bene”, “spesso”, “sodo” (e “parecchio”, anche se un po’ meno comune). Tutto ciò è utile da ricordare per pensare in fretta ad una traduzione, ma in realtà le cose non sono così lineari.

Partiamo però dai casi più semplici.

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Vocaboli – Imparare con Facebook

Sarebbe fantastico se potessimo imparare con Facebook, facendo qualcosa che ci diverte e che comunque facciamo già, sempre e comunque, no? In effetti lo state già facendo se siete iscritti alla pagina di Studiare (da) Giapponese. Trovare altri contenuti davvero validi, oltre a SdG, per me si è rivelato impossibile, ma c’è un altro modo in cui Facebook può aiutarci a imparare il Giapponese ed è… renderlo parte della nostra full-immersion virtuale!

Possiamo settare il nostro facebook in Giapponese, ma anche il cellulare, il lettore mp3, vedete voi, l’importante è “circondarci di giapponese”, finché non diventa la nostra “normalità”. In fondo stiamo studiando giapponese ma vogliamo anche studiare DA giapponesi… e i giapponesi facebook lo usano in giapponese, no? 😉

Probabilmente la maggior parte di noi riuscirà a ricordare a memoria ogni comando e non sarà bloccato dalla lingua diversa, nemmeno se il tutto fosse scritto in Swahili, quindi il primo passo da fare è vedere cosa c’è scritto e cosa significa davvero… perché non sempre è una traduzione fedele della versione italiana!

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Espressioni – Mai dire mai

Vi siete mai chiesti come fare a dire la parola “mai” in giapponese? Se sì, vi sarete accorti che non potete, perché i giapponesi sono gente che non si arrende e quindi hanno preso a cuore il famoso modo di dire “Mai dire mai” e lo rispettano alla lettera.

Un nuovo incontro con una persona che pensavi di non poter incontrare mai più
mou nidoto aenai to omotte ita hito to saikai
Un nuovo incontro con una persona che pensavi di non poter incontrare mai più

Ovviamente scherzo. Prendere per oro colato quel che leggete su internet, chiunque lo scriva, è uno sbaglio da non fare… mai 😉 O si finisce per eleggere Trump! °_°

In giapponese non esiste un modo di dire “mai”. Esistono però delle espressioni che possono essere usate lì dove noi useremmo la parola “mai”.

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Vocaboli – A qualcuno piace caldo

“A qualcuno piace caldo”, sì, ma ad altri, specie agli studenti di giapponese, piace molto meno perché la parola “caldo” può dare parecchi problemi in giapponese… e non parlo solo del classico “Quale kanji uso per atsui?”, c’è davvero molto altro da dire! (✽ ゚Д ゚✽)

Scommetto che non ve lo aspettavate ( ̄ー+ ̄)ニヤリ

Tranquilli però, (*´σー`)エヘヘ  …ci pensa SdG a risolvere ogni dubbio!

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Miti da sfatare – Crisi come opportunità

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L’idea alla base del mito di oggi è che “una crisi è anche un’opportunità”. Su che basi è possibile dire una cosa del genere? Eeeh… Perché… perché “i saggi orientali” hanno deciso di usare certi caratteri nello scrivere la parola “crisi”. Sarebbe una giustificazione tirata anche se fosse vera, e invece per di più è campata in aria… Vi risparmio l’ormai classica carrellata di facepalm, tanto ci siamo capiti.

Prima di addentrarci fino al cuore del mito di oggi, voglio confessarvi che non è un’esagerazione dire che è proprio questo mito che mi ha fatto sentire la necessità di iniziare la rubrica dei “Miti da sfatare”. Perché? Perché è un mito davvero interessante, che unisce storia, società e scrittura. Perché è un mito, per così dire, “su più livelli”. E perché la confusione che si è creata attorno a questo mito è talmente tanta… ((;゚Д゚)))

Ma andiamo con ordine!

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Vocaboli – Penso quindi sono

penso quindi sono vocaboli giappoense pensare omou kangaeru 01

Una domanda che si sente spesso tra gli studenti di giapponese è “Per rendere il verbo “pensare”, cosa uso? Omou? Oppure kangaeru?”. È una buona domanda, per cui oggi cercheremo di dare una risposta.

Innanzitutto, di ciascuna parola guardiamo il kanji e la sua origine, perché spesso i kanji ci svelano moltissimo riguardo ad una parola, la sfumatura che possiede, e spesso anche quello che è (o dovrebbe essere) il suo corretto uso.

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(Soprav)vivere in Giappone (03) – Entrare e uscire

Riprendiamo la rubrica di (Soprav)vivere in Giappone, la full immersion virtuale di Studiare (da) Giapponese, per occuparci ancora di tutte quelle insegne e segnali che può essere molto utile saper interpretare vivendo o viaggiando in Giappone. Oggi in particolare tratteremo di tutto ciò che ha a che fare con l’entrare e l’uscire (p.e. in/da un locale), l’aprire e il chiudere, ecc.

Potremmo collegarvi anche il concetto di “aperto” e “chiuso” che ritroviamo all’entrata di locali e ristoranti, ma di quello abbiamo giù trattato in CHIUSO, APERTO… and everything in between e quindi vi rimando a quell’articolo.

E che ci sarà mai di difficile a entrare e uscire da un posto?! – direte voi. Capisco lo sfogo, ma non è così semplice come pensate. Certo, potreste trovarvi un’immagine molto esplicativa, come quella qui sotto, proprio quando avete bisogno di trovare l’uscita…

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Espressioni – Non costa niente dire “per favore”

non costa niente dire per favore distinguere kudasai e onegai shimasu

E no, carissimi, eccome se costa! Perché qui si tratta di usare correttamente le espressioni giapponesi che significano “per favore”, お願いします onegai shimasu e ください kudasai, e non è poi cosi facile!

Le avete già sentite, vero? Ma scommetto che non siete tranquillissimi su come usarle. Questo perché vi hanno mentito tutti finora… apposta per farvi sbagliare! …maledetti!

Ok, improperi a parte, niente paura, basta un articolo di SdG e potrete fare subito chiarezza sull’annosa questione:

Quando uso onegai shimasu e quando uso kudasai per dire “per favore”?

…e ovviamente scoprirete anche su cosa vi hanno mentito! Vi pare poco? No? Allora cominciamo!

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Parole forti! – Omoidashiwarai

omoidashiwarai

思い出し笑い
OMOIDASHIWARAI

lett. riso del ricordo – Il sorridere o ridere da soli, di solito “sotto i baffi”, quando ci torna alla mente qualcosa di divertente, qualcosa di bello, che ci ha fatto piacere, ecc.

Insomma, qualcosa che capita a tutti, no? Eppure finora non sapevamo come chiamare quel qualcosa… ma ecco che il giapponese ci viene incontro! ^_^

Vediamo alcuni esempi dell’uso di questa parola.

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