Coniugare “no desu” e “no da”: come e perché
In conclusione è bene ricordare che la forma “no desu/no da” può trovarsi “coniugata”, cioè con il “desu” (o “da”) che appare coniugato. Es.: al passato “no datta” significherà “il fatto era che…” e prima del “no” potrò avere un presente o un passato.
Il discorso però vale per i vari usi… Nel caso dell’imperativo naku-n-janai = nakanai-n-da.

In particolare vorrei soffermarmi sulla forma volitiva di desu, l’ishikei… Nostante il nome (generico) riservato alla pseudo-base dei verbi, avere “no deshou” / “no darou” servirà a creare una congettura, ad esprimere qualcosa di cui non siete certi in forma dubitativa.

この値段でいいんでしょう kono nedan de ii-n-deshou
A questo prezzo va bene, no?! / Ma sì, andrà bene a questo prezzo…(no?)

Due “nota bene”. In questo senso equivale abbastanza a “n-janai?”, es.: maa, ii-n-janai? cioè “ma sì, che c’è di male?” o “ma sì che va bene, no?”. んじゃない n-janai? però è più autenticamente interrogativo.
Seconda nota. Deshou/darou possono seguire qualunque verbo e aggettivo anche senza no/n se significano “vero?”. Il tono però è più interrogativo che in n-deshou/n-darou (che può essere, a differenza di “deshou?/darou?” anche qualcosa che dico tra me e me).

のでしょう nelle domande, anche retoriche, diverrà のでしょうか e si userà per rendere più morbida e cortese la domanda, evitando di apparire troppo decisi, con un tono che sembra “pretendere una spiegazione”.
Anche nella frase prima il tono aveva un che di interrogativo (“dubitativo”, dicevamo, ma siamo lì), qui però diviene nettamente interrogativo perché aggiungo か.
Pure così però la domanda può avere un che di retorico. Capita anche che sia un modo di obiettare cercando di non essere scortesi, oppure può rappresentare un modo per esprimere la propria opinione. In pratica potete “fingere” di domandare se le cose non stiano in un certo modo (e quel “modo” è la vostra reale opinione).
Possiamo usare un futuro nelle traduzioni, a volte con l’espressione “non sarà che…”, o un condizionale “non potrebbe (essere che)”, come nell’esempio a seguire.

サンタクロースっているんでしょうか? Santakuroosu tte iru-n-deshou ka?
(lett.: “Santa Claus… esisterà?” ma la frase può essere letta in più modi, vd. oltre)
Santa Claus… Non sarà che esiste davvero?/ Non potrebbe esistere davvero?

Certo, se si trattasse di qualcosa che tutti sanno che esiste, la domanda potrebbe assumere una diversa sfumatura e al contrario significare “non è che NON esiste?”
Es.: Obama tte iru no deshou ka?, lett.: Obama… esisterà (davvero)?
Lib.: Non è che non esiste Obama?
…Grandi Cospirazioni oggi su Studiare da Giapponese, eh! (-_^)

Un altro “caso” importante è… la particella ので!
Questa deriva dalla forma in -te del verbo essere che segue il “no” della forma in “no desu”. In pratica l’origine della particella “node” è la forma “no de”. In effetti capita, specie nel linguaggio più formale, di trovare la forma “no desu” in posizione coordinativa e, a volte, anche conclusiva… e la riconoscete senza alcun dubbio perché compare spesso contratta (e anche dopo la forma in -masu, come avevo accennato all’inizio è infatti possibile). Vi metto un’immagine invece di perder tempo con i soliti esempi…

  1. Come si costruisce una frase in “no desu”?
  2. Abbreviazioni di のです …non c’è solo んです!
  3. Cosa significa “aggiungere のです” a una frase? – Significati e usi di のです
    1. Fornire una spiegazione
    2. Cercare una spiegazione
    3. Trarre una conclusione o accorgersi di qualcosa
    4. Dare un ordine
  4. Coniugare のです …cosa vuol dire e perché farlo

11 thoughts on “Domande (3) – La forma in “no desu”

  1. Articolo molto interessante! è una forma che si sente spessissimo negli anime e anche se avevo compreso (diciamo ad orecchio) il significato e l’uso sono contento di leggerne una spiegazione approfondita (^_^) arigatou gozaimashita

  2. Ciao, volevo chiederti una cosa che non mi è molto chiara.
    Qual è esattamente la differenza tra la forma in -んです e la forma in Vるから? Cioè, se io, alla domanda 貴方はあのスパーへ行きますか。 voglio rispondere, uso
    安いんで。
    Oppure
    安いだから。?

    1. Mi spiace il ritardo ma il tuo commento era finito tra lo spam…

      Hai fatto una di quelle domandone… Purtroppo nodesu è forse uno degli argomenti più difficili e spiegati peggio. Il fatto è che è molto comune, quindi è affrontato già nell’N5, ma è troppo difficile per dei principianti.
      A dire il vero vedo una certa confusione anche nella tua domanda… a partire dal fatto che “yasui DA kara” è un erroraccio.

      Ho scritto una risposta, ma è venuta davvero lunghissima, quindi se hai un po’ di pazienza la trasformerei in articolo e la programmerei per la pubblicazione sabato o domenica. Se mi segui ancora fammi sapere, che sennò magari evito di fare un post ad personam ^^;;

      1. Fallo, fallo…che almeno io lo leggerò con piacere! E poi un articolo su no desu non può che servire a chiunque abbia dei dubbi sul suo uso (e sono in tanti, io tra essi). A sabato o domenica allora, mata naa!

  3. Ciao Kazeatari, ho appena finito di trascrivere questo articolo e ti dirò che l’ho trovato veramente utile e interessante, ma c’è una cosa però che non mi è chiara, nell’esempio: “サンタクロースっているんでしょうか”, quel “tte” dopo santa claus cosa significa? l’ho sentito anche tante volte negli anime (es.: って事は ) ma non ho trovato grandi spiegazioni in merito sulla rete, per la maggior parte spiegano che è un verbo abbreviato ma non mi è mai sembrata una spiegazione così giusta ma posso anche sbagliare.

    1. tte è un’espressione colloquiale per to, to iu (è il caso di tte koto wa), to iu no wa, to iu koto wa, ecc.
      Qui equivale a wa (o meglio “to iu no wa”, ma alla fine della fiera equivale a wa)

Fatti sentire!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.