Immagini – Halloween in Giappone

Halloween (1)

Halloween in Giappone, anzi, ハロウィン haroowin, non poteva essere banale, vi pare? E infatti non lo è. Ma d’altronde non poteva non essere un evento commerciale, e infatti lo è: nel 2014 i proventi legati ad Halloween (110 miliardi di Yen, circa 830 milioni di Euro) hanno superato quelli di San Valentino (108 miliardi di Yen) e ora sono secondi solo a quelli del Natale (che, ricordiamolo, in Giappone è poco più di una festa per le coppie, ma comporta un giro di denaro da capogiro, circa 6 volte quello degli altri eventi).

Ad ogni modo a Tokyo, anzi per la precisione a Tokyo Disney e in centro, ad Harajuku (con la sponsorizzazione del famoso negozio Kiddy Land), si svolgono delle famose parate di Halloween… e non si tratta di una moda recente: si svolgono ormai da quasi 20 anni, la prima, e da oltre 30 anni, la seconda!

E come sono? In perfetto stile Giapponese! Dunque godetevi questa galleria di immagini! (-_^)

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Zashiki warashi

E5BAA7E695B7E7ABA5E5AD90Lo 座敷童子 zashiki warashi è uno degli spiriti tutelari della casa e si crede che il suo aspetto sia simile a quello di un bambino o di una bambina dai 3 ai 12 anni di età.
Il nome zashiki warashi, da zashiki (stanza in stile giapponese, in genere con tatami, al centro della casa, un po’ come il nostro salotto) e warashi (bambino), è un nome originario di 岩手県 Iwateken, la prefettura di Iwate, ma di leggende simili se ne possono trovare in tutto il Giappone.

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Geisha – foto d’epoca

g17Alcune splendide foto d’epoca ritraggono in questo articolo delle geisha (uso il termine in senso ampio, senza curarmi delle differenziazioni, come geisha, maiko, ecc.).

Con questo articolo concludo il ciclo di foto d’epoca che intendevo proporvi. Se vi siete persi gli altri articoli provate a usare questi link:

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Il Giappone di 100 anni fa in 101 scatti

101 scene dall’antico Giappone: una raccolta di foto scattate oltre un secolo fa

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Poco tempo fa vi ho presentato una raccolta di scatti per “la promozione del turismo”, quella del secolo scorso (non quella “moderna” de “Il Giappone che non ti aspetti”), quindi la serie Gli ultimi samurai, con foto restaurate di samurai di oltre un secolo fa.

Questa volta vorrei presentarvi altri esempi del fascino del Giappone antico, ma cambiando tema. Le foto a seguire mostrano persone che lavorano, riposano, si divertono, vanno in guerra. Alcune sono in bianco e nero, altre dipinte a mano per ripristinarne il colore. Insomma, sono tra loro molto diverse, ma costituiscono, se prese insieme, uno splendido affresco del Giappone di fine ‘800.

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Il fascino del Giappone del secolo scorso

Le prime foto mai usate per promuovere il turismo nella patria del Sol Levante
ci mostrano il Giappone così com’era cento anni fa

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Una raccolta di foto di 100 anni fa, con colori ripristinati a mano, ha catturato sul web l’attenzione di molti giapponesi.

Si tratta delle prime foto mai utilizzate in Giappone per la promozione del turismo, scattate all’inizio del ‘900 dal noto fotografo  Kōzaburō Tamamura e poi dipinte a mano da un team di “coloristi” dell’epoca (non c’è quindi lo zampino di photoshop, né si tratta di un moderno fotoritocco – impensabile, per quanto artistico – è bensì l’opera certosina di collaboratori dello stesso Tamamura).

Questa collezione ci fa scoprire alcune splendide scene di vita quotidiana e di quotidiana bellezza; la bellezza che i Giapponesi possono ammirare ogni giorno grazie allo spettacolo che da secoli la Natura offre in questo splendido paese, ma che prima di queste foto era quasi del tutto sconosciuta al reto del mondo.

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Curiosità – Superstizioni Giapponesi

superstizioni - meishinSe non mangi anche i bordi del toast, i capelli non ti si arricciano bene, sai?
Oook, nonna!

Oggi vorrei parlarvi di un tema che suscita sempre curiosità:

Le superstizioni (迷信 – Meishin)
…e qualche detto popolare

Il nostro Kazeatari-sensei ci aveva già raccontato dei numeri fortunati e dei numeri sfortunati per i giapponesi. In particolare si era soffermato a parlare di una delle pronunce del numero 4 (四), letto “yon”, ma anche し “shi”. Questa pronuncia è comune al kanji di “morte” (死, “shi” appunto). Ricordando la Morte si capisce immediatamente perché sia appunto il numero più sfortunato o comunque accuratamente evitato, come in Italia il 17 o in America, e altrove, il 13.

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Hina Matsuri 雛祭り – La Festa delle Bambole

hina_matsuri_displayArticolo scritto in collaborazione con Sakura, del sito SakuraMagazine

Il terzo giorno del terzo mese dell’anno, cioè il 3 Marzo, è un giorno di festa per i giapponesi soprattutto per le bimbe. Si festeggia l’Hina Matsuri (雛祭り), la “festa delle bambole“. E’ un giorno importante in cui si prega per la buona e sana crescita delle bambine e giovani ragazze augurando loro tanta salute e felicità. L’antico nome con cui veniva chiamata questa festa e che ancora oggi viene usato è 桃の節句 “Momo no sekku” che significa “festa dei peschi” riferendosi a questo come il periodo di fioritura dei peschi o anche “Hina no sekku”, la festa delle bambole (con ovvio riferimento alla tradizione che a breve vedremo).

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Oshougatsu, ovvero Capodanno in Giappone (parte 3)

hatsumoude2013bSapevate che oggi è “capodannino”!? XD
Ebbene sì, il 15 gennaio è 小正月 ko-shougatsu e quel “ko” iniziale è in effetti il kanji di “piccolo”… Capodannino, quindi!

Visto che questo giorno segna ormai la fine del periodo festivo, mi è sembrato opportuno “usarlo” per pubblicare il post finale sull’argomento e “tirare un po’ le somme”, tappare i buchi rimasti nel nostro discorso. È ovvio però che se non avete ancora letto i post precedenti è il caso partiate da lì, quindi ecco i link:
Oshougatsu, Capodanno giapponese – prima parte e seconda parte

C’è, ad esempio, molto da dire su “matsu no uchi”, che finora abbiamo a mala pena citato. Koshougatsu un tempo era l’ultimo giorno del periodo di “matsu no uchi”, quindi mi pare appropriato partire da qui e spendere ancora qualche parola su questo periodo.

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