N5 in sintesi – Più, il più, -issimo e così via

ichiban comparativi, superlativi

Comparativi e superlativi

Oggi vediamo come dire in giapponese “X è più…”, “X è il più…” e “X è …issimo” (= X è molto…). Le ultime due espressioni sono dette “superlativi” (es. “il più grande” è superlativo relativo, mentre “grandissimo” è superlativo assoluto). La prima espressione invece è un comparativo di maggioranza. Ci sono anche comparativi di uguaglianza e minoranza, ma non sono nel JLPT N5 e quindi non ce ne occuperemo.

Se vi danno problemi (o volete solo saperne di più) le espressioni とても totemo, あまり amari, もっと motto, より yori, のほうが no hou ga, の中で no naka de

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N5 in sintesi – La forma (mada) -te imasen

mada tabete imasen

Le frasi in まだ ~ていません・いない mada -te imasen/inai

La forma in -te iru è molto più complessa di quanto non sembri e di quanto non venga detto nei normali libri di testo, può esprimere il completamento di un’azione, indicare un’esperienza del soggetto (con effetti sul presente), o addirittura uno stato… inutile dire che sono tutti argomenti particolarmente avanzati. Il primo di questi però viene trattato velocemente e sotto un certo aspetto nel JLPT ed è quello che vediamo oggi.

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N5 in sintesi – Il tema puro e le frasi in WA-GA

Il tema puro e le frasi in ~は~が

È un fatto che si tende a trascurare, ma il tema non è un elemento grammaticale della frase. A volte, dal nostro punto di vista, sostituisce il soggetto o il complemento oggetto, ma può comparire nella frase in modo del tutto indipendente da questi. Quando andremo a tradurre in italiano, lo inseriremo in qualche modo nella frase, con un suo ruolo preciso, generalmente come soggetto… ma ci renderemo anche conto che nella frase giapponese la situazione è diversa.

Le frasi più comuni di questo tipo sono probabilmente quelle in suki/kirai (mi piace/odio), jouzu/heta (sono bravo/incapace). Tuttavia ne incontrerete altre, come quelle che esprimono desiderio (con hoshii) o volontà (con -tai), o le più classiche, che di solito descrivono una parte di qualcosa.

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N5 in sintesi – Le forme in -te iru e i verbi istantanei

-te iru - azione risultante

Le forme in -te iru

Ho parlato al plurale di forme in -te iru perché questa forma può avere tre diversi significati! Prima però recuperiamo un punto importante affrontato pochi articoli fa.

In Giapponese i verbi si possono dividere essenzialmente in verbi durativi e verbi istantanei (si possono dividere in altri modi, p.e. d’azione e di stato*, ma per ora non ci interessa). Abbiamo già parlato dei verbi durativi in giapponese, oggi ci occuperemo di quelli istantanei, quelli cioè, la cui azione avviene in un istante solo, quelli che sono quindi “privi di una durata”.

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N5 in sintesi – I verbi naru e suru

maxresdefault

L’argomento di oggi è spesso affrontato scrivendo solo ~く/~に+なる (-ku/-ni naru), il che è sbagliato sotto più aspetti. Primo perché questa forma non coinvolge solo gli aggettivi come lascia a intendere quanto scritto sopra (gli aggettivi in -i hanno una “forma in -ku” e quelli in na, indovinate un po’, possono prendere il ni). Secondo perché trattare naru e ignorare suru non è saggio secondo me, in quanto sono due verbi strettamente legati tra loro.

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N5 in sintesi – つもりです (tsumori desu)

hana saku tsumori desu

L’intenzione resa con tsumori da/desu

Attenzione a non confondere l’idea di “intenzione” e quella di “decisione”. Una decisione può essere presa sul momento, in questo caso non si può usare tsumori, mentre se uno dichiara che ha intenzione di fare qualcosa, di solito sarà una decisione presa da un certo tempo, non sul momento .

意味: V + つもりだ/です È mia intenzione (fare l’azione V); Ho tutte le intenzioni di (fare l’azione V). Il verbo V è messo alla forma piana, eventualmente anche negativa; V deve indicare un’azione volontaria (esempi di azioni non volontarie sono fiorire, rompersi, ecc. a meno che non siano, per qualche motivo, intese in senso volontario… come nell’immagine di apertura). Al posto di da/desu possiamo anche avere un passato se vogliamo dire “avevo l’intenzione di…”. Per capire di più sulle limitazioni a questa forma, mi raccomando di leggere le note dopo gli esempi.

Va infine detto che tsumori da/desu ha anche un altro significato, quasi sempre trascurato nei testi (vd. ultima nota).

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N5 in sintesi – La forma -te aru dei verbi durativi

hon ni kaite aru

I verbi durativi

In Giapponese esistono due tipi di verbi principali, durativi e istantanei. Sì, immagino che avrete pensato tutti a godan e ichidan, ma ci sono più modi di classificare i verbi, tra questi c’è il riferimento alla durata dell’azione.

Un verbo è durativo se l’azione che comporta ha una sua durata. Ad esempio scrivere, mangiare… sono verbi che possono richiedere del tempo, no? 20-30 minuti per un pranzo, 10 minuti per un’email… giusto? Quindi sono durativi.

Poiché queste azioni hanno una durata, posso dire “io sto scrivendo”, “lui sta mangiando” e così via. Su queste espressioni ci torneremo la prossima volta, per ora basti sapere che in giapponese solo i verbi detti “durativi” possono avere questa forma “io sto…” (il present continous inglese).

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N5 in sintesi – Le frasi in から kara

abunai desu kara

Le frasi che usano から kara

Le frasi con kara sono più complesse di quel che sembra, le vedremo in dettaglio un giorno quando vedremo anche un paragone tra kara e node. Per ora limitiamoci a quel che ci serve per l’esame.

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